Parole forti quelle del vicepresidente della Camera Rampelli in merito a quanto accaduto giovedì sulla riforma del catasto: “Secondo Proudhon ‘la proprietà è un furto’. Se anche Mario Draghi si accoda alla persecuzione della proprietà immobiliare allora è evidente che il Partito Democratico sta egemonizzando l’esecutivo“. La riforma sta portando non pochi dissidi all’interno dell’esecutivo, tanto da sfiorare la crisi di governo. In Commissione Finanze alla Camera il centrodestra aveva proposto modifiche all’articolo 6 della legge delega per la riforma fiscale. Solo un voto ha impedito che passasse lo stralcio, per la precisione ci sono stati 23 voti contro 22. Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, LeU e Italia Viva hanno votato per tenere in piedi la legge; a spalleggiare i giallorossi anche Alessandro Colucci di Noi con l’Italia, voto che ha fatto la differenza.
Dall’altra parte l’opposizione di Fratelli d’Italia, che si è dimostrata compatta con Forza Italia, Lega, Coraggio Italia e Gruppo misto. Rampelli ha scoperchiato i giochetti del governo: “È inutile parlare di riforma del catasto per edulcorare quella che si manifesta come una vera e propria patrimoniale sulla casa. E che rischia di costare troppo ai contribuenti già tartassati da un complesso di tasse e tributi nazionali e locali più alti al mondo“. Poi spiega: “La vocazione storica del centrodestra, peraltro, è quella di alleggerire il peso fiscale sulla casa a sostegno della classe media. Ceto medio che in questi ultimi decenni è stato letteralmente divorato dallo Stato e impoverito nel potere di acquisto”.
Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, è entrato nel merito della riforma del Catasto con parole altrettanto severe: «Disgusto per chi ha usato la guerra» per velocizzare l’iter legislativo. Il PD continua a dimostrarsi sempre più affamato di tasse, da una popolazione già in ginocchio per tutte le difficoltà sociali ed economiche che ha vissuto e sta vivendo, specie con lo scoppio della pandemia da Coronavirus; M5S continua a manifestare tutta la sua soggezione ai dem. Forza Italia appare divisa tra i fan sfegatati del Presidente del Consiglio Mario Draghi, come il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, e coloro ancorati alla figura del leader Silvio Berlusconi.
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