Continua la fuga dall’Ucraina della gente terrorizzata dalla furia omicida di Putin, che sta praticamente distruggendo il Paese mettendolo sotto assedio con il suo potente esercito. A fare più tenerezza sono i bambini, spaventatissimi da quanto stia accadendo. Molti i Paesi europei che si sono mobilitati fin da subito per programmi d’accoglienza dei fuggitivi. Sono atterrati a Torino i 13 bambini ucraini malati oncologici. Sono partiti dall’aeroporto di Iasi, in Romania, diretti verso la città della Mole dove, appena giunti, con le ambulanze li hanno accompagnati all’Ospedale Regina Margherita per poter proseguire con il programma terapeutico.
I bambini erano sconvolti, eppure quando l’aereo è atterrato hanno trovato la forza di battere le mani e di lanciare qualche grido di gioia. Consapevoli che per loro è davvero iniziato il viaggio della speranza. Avevano pochissime cose con sé, lo stretto necessario, essendo stata la partenza più veloce possibile. Le mamme più spaventate di loro; i loro papà sono rimasti in Ucraina, a combattere contro la prepotenza russa. E durante il volo tengono stretta la mano dei loro familiari che li osservano con gli occhi segnati dalle lacrime.
L’organizzazione lombarda ha allestito tutto velocemente per i bambini malati di tumore: lunedì ha dato la disponibilità all’accoglienza all’ambasciata ucraina in Italia, e che in qualche giorno ha messo in piedi la missione umanitaria. Un’operazione mirata a dare una possibilità di sopravvivenza a questi piccoli “profughi sanitari”, costretti a scappare dalle loro abitazioni e dalle loro abitudini, non solo per sfuggire alle bombe. Ma anche per poter continuare le cure interrotte nei giorni scorsi a causa dell’inasprirsi del conflitto.
Il governatore Alberto Cirio: «Mi ha commosso vedere bambini applaudire per andare in ospedale. Abbiamo corso ma ora possiamo dire che la missione è compiuta. Non ci limitiamo a condannare la guerra. Ma ci impegniamo nella solidarietà, facendo cose concrete. E mi ha commosso vedere bambini applaudire per andare in ospedale»…
«Questi ragazzini sono in condizioni cliniche abbastanza gravi, soprattutto alcuni – spiega Franca Fagioli, direttore del Dipartimento di patologia e cura del bambino del Regina Margherita –. Anche lei arrivata fino a Iasi per prestare già in volo le prime cure. I sanitari dell’equipe medica non appena sono arrivati al confine con l’Ucraina hanno stabilizzato i piccoli, e adesso proseguiremo con il programma di stabilizzazione in ospedale. Anche i genitori – aggiunge – sono molto provati. Il terrore di perdere i propri figli per il tumore. La preoccupazione per l’interruzione delle cure. E la guerra, non hanno certo giovato. La paura è tanta».
Intanto lo zoo di Kharkiv in Ucraina è stato bombardato e distrutto. Lo dice alla Bbc Vitaly Ilchenko, il direttore del parco zoologico diffuso su circa 355 acri che ospitava oltre 2.000 animali. Lo zoo sarebbe stato colpito da cinque missili russi che avrebbero ucciso e ferito diversi animali.
“Purtroppo, dopo il bombardamento, alcune delle barriere di vetro dei recinti di primati e di piccoli predatori sono state danneggiate e gli animali spaventati sono scappati” ha scritto Ilchenko su Facebook.
