La presidente Elisabetta Casellati si espone in un videomessaggio al convegno ‘Non ti uccisero a colpi di spillo. Grazia Deledda nell’intimo segreto del grande sogno’. ”Un pensiero particolare va a tutte le donne ucraine che stanno affrontando momenti di grande dolore con grande coraggio”.
“Grazia Deledda – sostiene Casellati – è da sempre considerata uno straordinario simbolo di riscatto, modernità e progresso. Un esempio per intere generazioni di donne.
Un’esortazione a prendere coscienza delle proprie potenzialità a non abbassare mai la testa, nemmeno di fronte ad ostacoli in apparenza invalicabili”. Ricordarne dunque la figura è “senz’altro un’opportunità. Un’opportunità per rinnovare la consapevolezza di come il percorso dell’emancipazione femminile continui a essere un libro incompiuto e con tante pagine ancora da scrivere” perchè “troppe sono le discriminazioni, le barriere e i pregiudizi con cui, anche nel nostro Paese, molte donne devono continuamente confrontarsi in ogni ambito della loro vita: dalla famiglia, alla scuola, alla società, al lavoro. Troppe sono le violenze fisiche, morali o anche solo verbali di cui sono sempre più vittime le donne solo in quanto donne e spesso in un contesto di indifferenza o incomprensione altrettanto colpevole. Troppe sono le dignità calpestate, le prevaricazioni e le forme di moderna schiavitù che, in tante regioni del mondo, ancora affliggono milioni di donne”.
“Abbattere tutte queste ingiustizie è un lavoro enorme. Ma e’ un lavoro che dobbiamo portare a termine con ostinata determinazione. E dobbiamo farlo insieme. Perché la storia ci insegna che quando si parla di uguaglianza di genere, non basta una legge per poter affermare che un diritto è stato conquistato o che una libertà è stata assicurata. Occorre – ribadisce il presidente del Senato – che questi diritti e queste libertà possano diventare parte di una comune identità culturale. Una cultura che ciascuno di noi può contribuire a promuovere, insegnare e divulgare con ogni mezzo e in ogni angolo del pianeta; anche solo con un libro!, conclude.
