Sanzioni russe peseranno anche in Italia, Meloni: “Draghi si muova, chieda fondi all’UE”

La guerra scoppiata in Ucraina dopo la questione Nato e la furia di Putin, ha portato non poche vittime e non poche conseguenze di carattere economico. Le sanzioni alla Russia non peseranno solo alla sua economia, ma anche a quella dei nostri Paesi, compresa l’Italia. La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ne è ben consapevole, e non è disposta a tollerare che il governo Draghi se ne stia ancora una volta con le mani in mano. Il suo messaggio è molto chiaro: basta sacrifici sulle spalle dei nostri cittadini. Il Belpaese sta ancora pagando gli scotti della pandemia e della crisi economica già precedente alla diffusione del Coronavirus; ulteriori batoste, come quelle del caro energia e carburanti, sono insostenibili. Il premier ora dovrà cercare di arginare gli effetti delle sanzioni rivolte alla Russia, che rischiano di diventare un pericoloso boomerang.

 

Una buona mossa sarebbe quella del Presidente del Consiglio di chiedere all’Europa risorse a fondo perduto che compensino almeno in parte gli effetti delle sanzioni. Ricordiamo che la vicinanza dell’Italia al popolo ucraino è certo un atto dovuto, ma le azioni a sostegno del Paese in conflitto, come ha annunciato lo stesso Draghi recentemente in un intervento alla Camera, dureranno «non giorni o mesi», ma «più a lungo». Le conseguenze sono già tangibili: la scarsità di materie prime e l’allucinante aumento dei prezzi dell’energia. Siamo di nuovo di fronte all’esigenza di difendere il potere di acquisto delle famiglie e garantire che le nostre imprese, numero uno nel mondo, non subiscano il fallimento.

La richiesta che Giorgia Meloni avanza all’esecutivo è che quest’ultimo si faccia «promotore presso l’Unione europea e l’Occidente in generale. Perché vengano stanziati soldi a fondo perduto, per ripagare le Nazioni che saranno maggiormente colpite dalle sanzioni». Sottolineando: «Noi ci siamo per la comunità internazionale. Ma la comunità internazionale deve esserci per noi».

Durante l’inaugurazione di Casaidea 2022, la leader di Fratelli d’Italia ha ribadito a chiare lettere la necessità «a livello europeo, di pretendere e ottenere che ci sia una compensazione per quello che le nostre imprese e la nostra economia perderanno per le sanzioni. Noi abbiamo già pagato enormemente le sanzioni sulla Crimea, che oltre tutto in quel caso non sono neanche servite a molto. In questo caso speriamo che servano. Ma non possiamo continuare a chiedere sacrifici alle nostre aziende». Si fa capire con alcuni casi. «Per esempio, il settore dell’arredo occupi il nono posto nel mercato russo del suo export». Proseguendo quindi con la considerazione per cui «non possiamo pensare che la contrazione che ne arriverà venga scaricata tutta sulle aziende. Ci serve sostegno della comunità internazionale».

CC

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