La Guardia di Finanza attiva un piano di controlli straordinario sul caro Energia. Eseguiti 25mila verifiche sui contributi a fondo perduto, mentre i blocchi di erogazioni tramite il canale bancario durante l’emergenza sono arrivati a oltre 800 mln
Sulle cessioni crediti sotto la lente sono i flussi esteri. Infine sul Pnrr controlli anche in forma coordinata con la Ragioneria e con le Amministrazioni centrali titolari dei programmi di spesa. Sono queste le diverse linee operative di intervento della Guardia di finanza illustrate ieri in audizione alla commissione sesta al senato da Giuseppe Zafarana, comandante generale della Guardia di finanza
Caro energia, al via piano controlli straordinario. Con il decreto 21/22 la Guardia di finanza potrà attivarsi per monitorare l’andamento dei prezzi di benzina e gasolio usati come carburante. A tal fine, ha anticipato Zafarana, «oltre ai poteri di indagine in materia di IVA e imposte sui redditi, la Guardia di finanza avrà accesso diretto, anche in forma massiva, ai dati delle giacenze che saranno comunicati dagli esercenti i depositi commerciali e gli impianti di distribuzione stradale, nonché alle informazioni contenute nel documento amministrativo semplificato telematico (c.d. E-Das), che scorta i carburanti ad accisa assolta». Verifiche straordinarie anche sui prezzi al consumo derivanti dall’introduzione del contributo straordinario sui c.d. extra profitti. «A tal fine», ha annunciato il generale Gdf, «sarà attuato un piano straordinario di controlli sulla veridicità delle comunicazioni relative al prezzo medio».
Cessioni crediti, indagine sui flussi esteri. Non si ferma l’attività delle Fiamme gialle sul monitoraggio delle cessioni dei crediti principalmente quelle legate all’edilizia. Le indagini nei mesi scorsi hanno portato a far emergere irregolarità e tentativi di frode per la cifra di circa 5,4 mld.
Ora il lavoro fa un salto qualitativo e guarda oltre confine per dare la caccia a quei fondi, che prima della stretta sulle infinite cessioni, hanno già preso il volo verso conti esteri. «Sono in corso, inoltre», ha spiegato Zafarana, «specifiche iniziative finalizzate a ricostruire i flussi finanziari esteri dei crediti inesistenti monetizzati. Un’azione che continuerà nei prossimi mesi allo scopo di impedire l’inquinamento del sistema economico-finanziario».
Oltre alle attività investigative continua quella insieme all’Agenzia delle entrate di sospensione degli effetti delle comunicazioni delle cessioni e delle opzioni. Zafarana ha ricordato che le attività di controllo hanno portato alla luce crediti di imposta inesistenti per circa 5,4 miliardi, di cui oltre 2,3 miliardi oggetto di sequestri preventivi.
Contributi a fondo perduto, sequestri per più di 800 mln. Dalla sinergia con l’Agenzia delle entrate per i controlli sui contributi a fondo perduto sono scaturite analisi congiunte che, spiega Zafarana, «hanno già permesso di individuare quasi 25.000 soggetti, attualmente oggetto di approfondimenti».
Un primo piano d’azione, si legge nel documento depositato al Senato, «ha riguardato i soggetti che risultavano aver tardivamente inserito fatture riferite al 2019. Circostanza, questa, che, ancorché consentita, poteva essere rivelatrice di un’artificiosa simulazione del fatturato del 2019, cui paragonare il decremento registrato nel 2020, presupposto del ristoro governativo». Un focus poi sui finanziamenti bancari assistiti da garanzia, i«i nostri Reparti hanno già eseguito circa 10.000 interventi, denunciando oltre 1.900 persone e segnalandone amministrativamente quasi 1.200 per la percezione e/o richiesta di oltre 233 milioni di euro di benefici non spettanti. Sono stati eseguiti sequestri preventivi di beni per 839 milioni».Le analisi di rischio sono concentrate su circa 9.000 percettori connotati da anomalie.
