Disoccupazione e pensione: spetteranno anche ai mafiosi post carcere

Le prestazioni sociali spettano anche a chi commette reati molto gravi, come sequestro di persona, mafiosi o terroristi. A chi sia stata revocata va ripristinata, dietro domanda. A spiegarlo l’Inps con il messaggio n. 1197/2022, nel recepire la sentenza n. 137/2021 della Corte costituzionale che dichiara l’illegittimità dell’art. 2, commi 58-63, della legge n. 92/2012.

La Consulta. La censura riguarda la «sanzione accessoria» della revoca delle prestazioni al condannato per una serie di delitti (sequestro di persona, terrorismo, eversione, strage, associazione mafiosa, voto di scambio, etc.). Le prestazioni revocabili erano l’indennità di disoccupazione, l’assegno e la pensione sociale e quella agli invalidi civili. La Corte costituzionale ha censurato le norme che prevedevano la revoca delle prestazioni anche nei confronti di coloro che scontano la pena in regime alternativo alla detenzione, perché «… può concretamente comportare il rischio che il condannato (…), poiché non a carico dell’istituto carcerario, non disponga di sufficienti mezzi per la propria sussistenza».

Naspi e Dis-Coll. Le indennità Naspi e Dis-coll su istanza di parte possono essere ripristinate con erogazione dalla data di revoca, sempre che, alla predetta data, il titolare stesse scontando la pena in regime alternativo alla detenzione in carcere; ovvero da data successiva se la misura alternativa alla detenzione è stata disposta successivamente alla data di revoca. Le domande di disoccupazione che sono state respinte a causa della sanzione accessoria, sempre su istanza di parte, vengono riesaminate e accolte con erogazione dalla data in cui è stata disposta dalla competente autorità giudiziaria l’esecuzione della pena in regime alternativo alla detenzione.

Pensione e assegno sociale. L’una o l’altra prestazione possono essere ripristinate dalla data di revoca o successivamente se la misura alternativa alla detenzione è stata disposta dopo della revoca. L’interessato deve fare la richiesta di riesame allegando il provvedimento della competente autorità giudiziaria da cui risulti la data a partire dalla quale è stato ammesso a scontare la pena in regime alternativo alla detenzione.

Prestazioni di invalidità civile. La sentenza della Corte precisa che il riconoscimento del diritto alle prestazioni d’invalidità civile si configura quale diritto inviolabile per garantire i mezzi di mantenimento a chi è inabile al lavoro. Pertanto, aggiunge l’Inps, è un diritto che rappresenta uno strumento di garanzia per la liberazione dal bisogno e il pieno sviluppo della persona umana. Le prestazioni revocate possono essere ripristinate, con relativi arretrati, a domanda dell’interessato.

Condividi l'articolo!
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on print
slot gacor slot gacor slot gacor https://penjastoto.com/ penjas69 prediksi hk slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot mahjong