L’occidente libero in caduta libera

Analisi della guerra Russia Ucraina

I motivi di un conflitto che vengono da lontano, e hanno molteplici ragioni e sfaccettature.

Non è mia intenzione giustificare in alcun modo l’invasione da parte delle truppe della Federazione Russa in Ucraina, che pur ammettendo vi siano dei motivi anche seri e per certi versi condivisibili, dal punto di vista pratico e umano, tale azione è vista come quella di chi con tutte le sacrosante ragioni, reagisce con un sonoro sganassone passando dalla parte del torto.

Certamente le dinamiche politiche e geopolitiche non funzionano allo stesso modo, e non hanno le stesse logiche di quelle ordinarie, ben altri sono i parametri da considerare.

Ma iniziamo col focalizzarci sul punto di vista della Russia e del suo leader Vladimir Putin. Per farlo prima però è necessario che il nostro pensiero sia scevro dalle convinzioni che esso sia un dittatore, despota, antidemocratico e ogni riferimento puramente propagandistico che lo descrive. Si tratta del Presidente di una superpotenza, che è stato eletto dal suo popolo per la quarta volta, e come tale merita rispetto,

Storicamente, l’Ucraina faceva parte della Russia, e non semplicemente come territorio satellite fra i tanti che componevano la ormai dissolta Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), no, essa era sua parte integrante a tutti gli effetti; questo fino al 1991 che a seguito di dichiarazione e relativo referendum, come tale venne riconosciuta e accettata come Nazione libera e indipendente, tanto alle Nazioni Unite quanto dalla Russia stessa.

Nel marzo del 2014 la Crimea, regione del territorio ucraino, dichiarò la volontà di affrancarsi dall’Ucraina, indicendo un referendum nel quale prevalse non solo tale intento, ma anche la annessione di quel territorio nella Federazione Russa. Il governo di Ucraina reagì con forte disappunto tanto da schierare i suoi soldati per riportare l’ordine nella regione cercando di tenersela stretta; ma avendo la Crimea vinto tale referendum e sancito la sua annessione alla Russia, giustamente l’esercito russo venne schierato in difesa delle zone minacciate.

Esattamente un mese dopo i fatti della Crimea, anche il Donbass e Lugansk, dichiaravano la loro indipendenza, con lo stesso modus referendario, anche essi vincendolo con ampia maggioranza del 90% ma non venne riconosciuto né dal governo ucraino né da alcuna organizzazione internazionale; nonostante nella Carta dei Diritti Umani sia sancito il diritto inalienabile alla autodeterminazione dei popoli. In questo caso però l’Ucraina reagì fortemente stavolta passando alle vie di fatto (tacitamente benedetta e supportata dalla NATO, ma perché? Ne parliamo più avanti), bombardando le zone interessate, attaccando anche inermi civili facendo stragi di uomini donne bambini e anziani. In sostanza, si rischiava di rivedere gli orrori visti nella guerra dei Balcani nella ex Jugoslavia e che sono ancora vivi nella memoria di tutti.

Dal canto suo, la Federazione Russa e il suo Presidente denunciarono più volte la situazione, protestando fortemente, e chiedendo l’apertura di un tavolo diplomatico in seno alle Nazioni Unite che ponesse fine al conflitto in Donbass, purtroppo senza successo, a nessuno sembrava interessare quel che stava succedendo. O forse gli interessi erano altri, e poi sono divenuti evidenti sotto altri aspetti; quelli degli Stati Uniti che hanno svolto sotto traccia delle azioni di pressione; ma che non sono unicamente come molti sono portati a pensare, tesi a una espansione della NATO avvicinandola ai confini russi, o almeno, non solo e unicamente questi.

Come si spiega l’atteggiamento degli Stati Uniti in tutto questo scenario? Tralasciando il fatto innegabile che la NATO che era stata concepita come contrapposizione al blocco del Patto di Varsavia (la dissolta Unione Sovietica e le sue armate), che venuto meno, non avrebbe più motivo di esistere e sussistere, ma per meri interessi di opportunità, si vuole mantenere ancora in vita. Resta pur sempre nelle mire degli USA dal punto di vista militare, quello di avvicinarsi quanto più possibile al nemico storico che è la Russia, per avere margini di azione più agile; si questo in minima parte è vero. Ma il reale motivo è ben altro. Diciamola tutta, gli Stati Uniti d’America vivono con un certo fastidio l’esistenza dell’Unione Europea, non tanto in quanto unione come tale che resta ed è un suo forte alleato e partner commerciale, ma piuttosto per via della moneta unica l’Euro, che ha di fatto indebolito il Dollaro americano nel suo essere la moneta per eccellenza di interscambio commerciale dominante, e questo gli pone qualche problema. Ma ancor peggio, è la considerazione che un eventuale continuo allargamento della UE verso l’Europa dell’est, cosa che vede come un serio pericolo la ventilata seppur timidamente ipotesi di adesione della Federazione Russa, cosa che per gli europei sarebbe un enorme vantaggio sotto ogni punto di vista, ma appunto per gli USA anche solo l’idea è da sgombrare a tutti i costi. In sostanza, chi pensa che gli Stati Uniti si muovono in qualunque ambito o modo, per l’interesse anche di altri partner o nazioni amiche, sta commettendo un enorme errore di valutazione e di ingenuità; è tutto il contrario, se ne infischiano altamente e guardano solo al proprio interesse e tornaconto, e per quanto li riguarda, l’Europa deve restare ferma al palo tale e quale quella che è e se lo deve scordare di evolversi in una vera grande potenza unita. E va da sé, che una Unione Europea  alla quale si unisce anche la Russia (ma lo farebbe di certo senza entrare anche nella moneta unica, non sono certo dei pazzi), diverrebbe una superpotenza senza pari, spodestando tutte le altre USA in primis, ergo per dirla con le parole di Manzoni: “questo matrimonio non s’ha da fare”.

Ecco il perché di questi stratagemmi e sotterfugi messi in atto dagli USA, e che sono i diretti corresponsabili di quello che sta accadendo in Ucraina, e che poco gli importa di quanti civili ogni giorno stanno morendo per causa di una guerra che sopra il quale essi stessi soffiano a pieni polmoni o gettando altra benzina sul fuoco, ma tenendosi (fino a quando ci riusciranno) a distanza di sicurezza; ma giocoforza vuole che, pur di evitare in tutti i modi la nascita di una superpotenza sia economica come militare che diventerebbe la UE allargata con la adesione della Russia, sono disposti anche a fomentare o rischiare una nuova guerra mondiale? Certamente si, sono anche pronti a correre il rischio, pur di mantenere il loro status di supremazia togliamoci dalla testa le tesi di falso buonismo imperante.

Fatte queste considerazioni, analizziamo lo scenario di quel che sta accadendo in Ucraina e la guerra con la Russia, che come abbiamo visto, ha le sue concause direttamente o indirettamente attribuibili agli USA per i motivi su descritti.

A seguito delle infruttuose richieste e denunce dei russi su quanto avveniva in Donbass come abbiamo visto all’ONU; le continue provocazioni della NATO con esercitazioni ai confini russi, e sua continua espansione a est fino a lambire le sue zone territoriali, la Russia e Putin decidono di prendere di petto la situazione e il 24 febbraio 2022 invadono l’Ucraina, con stupore e sconcerto di molti (ma non di tutti, perché era stato ampiamente previsto e avvertito) atto condannabile ma non incomprensibile, perché diciamolo, se dopo ben otto lunghi anni ancora non avete fatto niente, dopo tante avvisaglie e richieste di intervenire, è da ipocriti lamentarsi se interviene chi ha denunciato la cosa, anche se ripetiamo questo non è una giustificazione.

Gli americani, a parole condannano l’invasione da parte delle truppe russe, e assicurano al Presidente Zelensky protezione e appoggio (che ingenuità) inviando armi, ma non ci pensano minimamente a schierare i loro soldati, e tanto meno spingono a farlo la NATO; anzi, spingono (sotto sotto costringono) anche altri governi europei e non (Italia in primis ma con noi è facile, e Finlandia) a mandare armi agli ucraini, che se pur non di chissà quale tipo, servono solo a incrinare forse in modo irreversibile, i rapporti diplomatici e amichevoli con la Russia; in un’ottica tesa a scongiurare future ipotesi di adesione della stessa Federazione Russa appunto nella UE.

Ovviamente questo è un gioco strategico estremamente pericoloso sotto ogni punto di vista, perché non solo sta riportando la guerra in Europa centrale, ma rischia fortemente di sfociare in un conflitto allargato a livello mondiale, e il come è estremamente semplice, e non tanto perché a causa delle armi che vengono mandate da questo o quel paese la Russia potrebbe considerare un attacco diretto a chi le manda, tipo bombardare l’Italia questo sicuramente no; ma, potrebbe succedere che ad esempio, uno dei convogli che portano queste armi in Ucraina, potrebbe essere attaccato e distrutto da un aereo russo, ed essendo tali mezzi condotti da personale di questo o quel paese mittente, sarebbe a tutti gli effetti un attacco diretto, con le conseguenze che possiamo facilmente immaginare. In parole povere, basterebbe questo a innescare una escalation del conflitto e un allargamento di tipo mondiale, anche senza che come chiesto da Zelensky la dichiarazione di no “fly zone” da parte della NATO in Ucraina. Il rischio ulteriore è esponendosi a questo invio di armi, che appunto tali convogli siano colpiti è altissimo; ma chi ci dice se ciò dovesse accadere, che non possano essere gli stessi ucraini a sparare dicendo poi che sono stati i russi? Non ce lo direbbe nessuno, e potrebbero farlo senza alcun problema e aggiungo anche facilmente. E la cosa molto grave, è che i nostri governanti, non tengono minimamente in considerazione questi rischi e queste ipotesi, dimenticando che in guerra, non esiste alcun tipo di lealtà, ma solo obbiettivi da raggiungere a tutti i costi.

Tirando le somme, i rischi in tutto questo drammatico scenario, sono giganteschi, sul piano militare, economico, commerciale, e soprattutto umano, perché ci sono esseri umani che stanno morendo, questo non dobbiamo dimenticarlo mai, e non fa differenza se sono ucraini o russi, dal nostro punto di vista, non possono esserci distinzioni di sorta o morti di serie A o B e nemmeno C, come non ci sono ne buoni ne cattivi, ma solo situazioni da ricondurre alla ragionevolezza, e al tavolo dei negoziati per la PACE, senza la quale il resto vale poco.

Domande e risposte:

D: come si può porre fine al conflitto in corso?

R: Zelensky e gli ucraini, devono smetterla di credere ingenuamente che gli USA o la NATO andranno a salvarli, questo non accadrà, nessuno è disposto a morire. L’unica è quella di sedersi al tavolo delle trattative, riconoscere l’indipendenza del Donbass e Lugansk, e siglare un trattato che li impegna a non aderire alla NATO, poi l’adesione alla UE è altra cosa ci può anche stare.

D: la Cina perché non fa da intermediario per la pace?

R: il governo cinese ha si degli scambi commerciali e accordi con la Federazione Russa e un rapporto di amicizia. Ma dobbiamo tener presente che per una potenza come la Cina, non esistono rapporti di amicizia fedele e incondizionata, esistono solo valutazioni di opportunità strategica e di interessi, e si comportano di conseguenza a seconda di cosa gli conviene. Pensare poi che la Cina, la si ponga a ruolo di mediatore, sarebbe anche questo a dir poco ingenuo, perché mai dovrebbe farlo? Soprattutto, considerando che, la Cina ha nelle sue mire di riprendersi Taiwan, e delegarla a tal ruolo, vorrebbe dire darle un via libera in tal senso, e sarebbe ben difficile poi dirle di no questo non lo puoi avere.

 D: le sanzioni contro la Russia sono efficaci?

R: le sanzioni sono state spinte in primo luogo dagli USA, che come abbiamo visto ha le sue mire e i suoi obbiettivi. In verità però, non sono un reale deterrente, come non lo sono nemmeno gli embarghi, tanto possono essere raggirate in qualche modo, e lo stanno già facendo. Gli unici che non ci guadagnano con queste sanzioni o che almeno hanno maggiori difficoltà, sono gli europei e i loro scambi commerciali con la Russia, specialmente dal punto di vista dei prodotti energetici come in primis il gas russo, senza il quale specie per paesi come l’Italia sarebbe un grande problema. Purtroppo noi dipendiamo energeticamente parlando da altri, e pensare di sopperire per tempo è solo fantasia. Abbiamo sbagliato quando abbiamo detto no al nucleare, ora ne paghiamo lo scotto.

 D: qualcuno ha lanciato l’allarme che Putin dopo l’Ucraina vorrà invadere anche il resto d’Europa, potrebbe farlo?

R: no, la Russia non ha la forza militare che gli può consentire di invadere l’Europa. Certamente è dotata di un grande esercito, di circa 1 milione di effettivi, e una riserva di quasi 2 milioni e mezzo di riservisti; ma nonostante questo sarebbe difficile possa usarla per soggiogare l’intera UE; a renderlo semmai pericoloso è la sua deterrenza nucleare, che non siamo equipaggiati a contrastare, e che può colpire con una certa sicurezza ed efficacia, obbiettivi anche a lunga distanza. Se consideriamo che è dotata attualmente di ben 6000 testate nucleari (che possono essere aumentate alla bisogna), e vettori intercontinentali capaci di colpire qualunque angolo della terra in pochi minuti, be questo sicuramente rappresenta un deterrente da considerare e da temere fortemente. Se poi osserivamo che il famoso scudo spaziale americano, da tempo è risaputo che non funziona, che nonostante gli sforzi attuali, anche altri sistemi come quello israeliano Arrow3, non sono in grado di intercettare e colpire i nuovi missili russi tipo: Sarmat Avangarde che sono dotati non solo di tecnologie “stealth” (riduzione segnale radar), ma possono volare deviando le traiettorie dalle zone radar, a velocità ipersonica (Mach 20) e dotati perfino di contromisure antimissile (shaft o flare) fa il resto. Gli stessi Stati Uniti poi, sono in tremendo ritardo su questo versante, essendosi dedicati allo sviluppo di velivoli a riduzione radar, che però anche a questi gli stessi russi hanno sopperito con i sistemi contraerei e antimissili S-300 S-400 S-500 (lo S-500 dovrebbe entrare in servizio fra 2 anni forse anche prima), capaci di intercettare e colpire gli “Stealth” di ultima generazione come i famosi F-35, non depone a nostro vantaggio.

 D: stando così le cose, cosa deve fare allora il nostro governo e l’Unione Europea?

R: il comportamento del nostro governo e della UE, dovrebbe essere il medesimo che ho indicato per Zelensky, ovvero: smetterla di pensare ingenuamente che gli USA si comportano in un certo modo anche per una tutela degli interessi dell’Europa, non è così dobbiamo togliercelo dalla testa. I nostri politici devono adoperarsi per mettere in campo una vera politica europea con una vera diplomazia, che guardi in primo luogo agli interessi generali degli europei e solo dopo in ultimo a quelli degli alleati USA (come fanno tutte le grandi Nazioni perché dovremmo essere da meno?), altrimenti continuerà ad esporsi a dei pericoli, e non riuscirà mai ad avere il peso al quale ambisce. In sostanza, l’Unione Europea deve smetterla di delegare agli altri quello che deve provvedere per se stessa. Medesima cosa vale anche e soprattutto per il governo italiano, che deve farla finita di genuflettersi ed essere massacrato dalle mire e gli opportunismi di altri paesi compresi europei e americani. Dobbiamo prendere atto che tutte queste situazioni sono state fortemente indotte e fomentate, e che pongono in serio pericolo e rischio la Pace la stabilità e il futuro di tutti, e questo deve finire prima che sia troppo tardi.

 

 

Andrea Franchi

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