La maggioranza cerca una sintesi tra una lunga lista di impegni e prepara una delibera al Def, che chiuderà questa mattina, vicina ai voti alla Camera e al Senato. Quasi tutti i partiti insistono sulla necessità di nuove deviazioni, senza intaccare la confusione di Italia Viva, ma il governo ora è assolutamente determinato a evitare una nuova strategia di deficit che esponga l’Italia a possibili turbolenze di mercato, e sta lavorando a un nuovo decreto di sostegno. Al momento il costo di gas e carburanti sono rientrati rispetto alla fiammata a ridosso dell’inizio della guerra in Ucraina ma restano su livelli molto alti. Per le accise si stanno facendo i conti ma l’obiettivo è una proroga del taglio fino a giugno; una delle voci più corpose dovrebbe essere però l’intervento contro il caro-materiali, indispensabile per evitare che si blocchino gli appalti e la realizzazione del Pnrr: servirebbe almeno un miliardo, cui si aggiungeranno, per le imprese, un pacchetto di garanzie per la liquidità accanto a un probabile ulteriore aumento del credito di imposta per le energivore.
Dovrebbero essere finanziati poi contributi a fondo perduto per i settori in difficoltà, a partire dall’agricoltura, mentre per sostenere le aziende più direttamente coinvolte con Russia e Ucraina dovrebbero essere utilizzate le risorse già a disposizione del fondo di garanzia. Una nuova tranche di fondi dovrebbe arrivare anche a sostegno degli Enti locali e per l’accoglienza dei profughi. Più complicato sarebbe al momento garantire la proroga del Superbonus per le villette. Tra le proposte dei partiti ci sono nuovi paletti alla riforma del fisco, le pensioni, la scuola, la sanità, il taglio del cuneo fiscale. Ciascuna forza politica cerca di inserire le sue priorità: il Pd chiede gli sgravi contributivi per sostenere i salari, i 5 Stelle il cashback e l’addio ai sussidi dannosi, la Lega la pace fiscale e quota 100.
