L’ex campione del Tennis finisce uno squallido penitenziario per reati fiscali e bancarotta fraudolenta
Prigione da incubo potrebbe essere il titolo di un programma televisivo, invece è una cruda realtà che sta vivendo l’ex campione di tennis Boris Becker. Il tedesco è finito in uno squallido penitenziario per reati fiscali e bancarotta fraudolenta.
Bum Bum, questo il suo soprannome per il suo servizio esplosivo, ha vinto 6 tornei del Grande Slam, il primo alla tenera età di 17 anni. Nella sua carriera il campione ha vinto anche 3 ATF FINALS, 2 Coppe Davis, 2 World Team titoli che lo hanno portato ad essere il numero 1 al mondo. Tra il 2013 e il 2016 è stato anche l’allenatore di Djokovic.
Venerdi scorso il mito del tennis degli anni 80 è stato condannato per reati fiscali e detenuto presso il penitenziario Southwark Crown Cout, che ironia della sorte dista pochi chilometri dal Old Englang Club, dove “Bum Bum” ha trionfato tre volte in carriera.
La prigione disposta per Boris Becker è considerata violenta, sovraffollata, piena di topi, un postaccio insomma che l’ex tennista dovrà condividere con altri detenuti con gravi problemi di droga e con serie problemi mentali.
Quanto scritto dal Daily Mail sul carcere londinese non lascia spazio ad interpretazioni: “è uno squallido edificio vittoriano vecchio di 170 anni, sovraffollato (oltre 1.300 detenuti) e infestato dai topi. Si tratta di uno dei carceri più violenti del Regno, dove il personale è stato costretto ad intervenire con la forza 1.295 volte nel periodo preso in esame, quasi quattro volte al giorno”.
Per fortuna per Becker il “soggiorno” al Wandsworth sarà solo di due settimane e poi dovrebbe essere spostato in un altro carcere di sicurezza inferiore per circa 10 mesi. Becker dovrebbe poi finire la detenzione a casa con il braccialetto elettronico, dal momento che il tedesco non viene considerato un detenuto pericoloso, trovandosi in galera per il reato di bancarotta fraudolenta.
Anche Djokovic ha rilasciato dichiarazioni sul caso Becker: “Mi dispiace davvero tanto per lui. Per me è un amico di vecchia data e, per tre o quattro anni, è stato anche mio coach. Ha contribuito enormemente al mio successo. Non so davvero che cosa dire, da grande amico sono soltanto molto triste per lui. Spero che riesca a passare bene il periodo che dovrà trascorrere in prigione e una volta uscito possa tornare a vivere la sua vita, non oserei dire in modo ‘normale’ perché dopo così tanto tempo la tua esistenza cambia per forza di cose. Prego per lui, spero che a livello mentale riesca a rimanere forte”.
Beppe Magrone
Foto: Ansa
