Maggioranza spaccata, Conte furioso con Draghi e PD: “Vogliono umiliarci”

Sempre più spaccata la maggioranza che sorregge il governo di Mario Draghi. Il premier sta letteralmente voltando le spalle al Movimento 5 Stelle, mentre il Partito Democratico rimane a guardare e applaude alle mosse del vertice dell’esecutivo. I temi più controversi sono l’invio delle armi in Ucraina per la guerra contro la Russia, il Superbonus e la riforma del catasto. Del resto le scaramucce tra i partiti che sorreggono la maggioranza erano già state messe in conto: come avrebbe potuto un governo così eterogeneo trovare punti in comune per guidare l’Italia?

La formazione di un esecutivo arrangiato, tra una parte ambigua del centrodestra (Lega e Forza Italia), una sinistra più legata alle ideologie gender e immigrazioniste che atta a proporre soluzioni concrete ai problemi dell’Italia, e un Movimento 5 Stelle che cambia continuamente identità, era un fallimento acclarato. Adesso la situazione si fa sempre più preoccupante con l’atteggiamento divisivo di Mario Draghi.

Ad alimentare i dissidi c’è anche il tema del termovalorizzatore di Roma, che fa parte del decreto Aiuti approvato dal governo, ma senza l’ok dei ministri pentastellati, che hanno deciso di astenersi. Al piddino Roberto Gualtieri, sindaco della Capitale, verrebbe sostanzialmente attribuita la competenza per la gestione dei rifiuti. Una norma per cui già i grillini avevano espresso il loro dissenso. “Noi siamo entrati al governo per accelerare la transizione non per tornare indietro. Riteniamo assolutamente irragionevole la posizione passata in Consiglio dei ministri su questo punto”, hanno commentato ufficialmente i 5 Stelle in una nota.

Irato anche il loro leader, Giuseppe Conte, il quale ha dichiarato a La Stampa: “Vogliono il braccio di ferro e vogliono umiliarci, ma sulla questione ambientale non possiamo permetterci passi indietro”. Poi le accuse pesanti al PD: “Si sta consumando un ricatto bello e buono. Abbiamo chiesto di riformulare la norma, di stralciarla e inserirla in un decreto a parte. Niente da fare, non vogliono sentire ragioni. Ci vogliono costringere ad accettare gli inceneritori”.

Il no del M5s alle armi e l’astensione sul Decreto Aiuti agita gli animi nell’esecutivo e mina i rapporti col PD. Il premier non ha nessuna intenzione di fare da paciere e ha espresso la sua contrarietà anche al superbonus, tema molto caro ai 5 Stelle. «Non siamo d’accordo sulla validità di questo provvedimento», ha spiegato nella plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, alimentando i malumori grillini.

Liti anche su eutanasia e fine vita. “Loro hanno voluto calendarizzare la legge Romeo sulle tossicodipendenze e noi non siamo stati contrari alla calendarizzazione, mentre nel merito lo siamo totalmente. E c’è questo tentativo di condizionare un percorso all’altro ma mi pare evidente – ha detto il capogruppo del Pd in commissione Giustizia, Franco Mirabelli, in una intervista all’Adnkronos– che sia impossibile mettere sullo stesso piano una proposta di legge come quella Romeo, tra l’altro molto divisiva e punitiva, su tema quello della cannabis già in discussione alla Camera con una legge già approvata a Montecitorio e che risponde alle indicazioni della Consulta”.

CC

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