Troppe cessioni e sui social compare l’hashtag “#Suningout”
Acquisti a parametro zero e cessioni importanti, è questa la politica societaria dell’Inter che nonostante abbia annunciato nomi eccellenti in entrata leggi Dybala, Mkhitaryan e Lukaku, ha fatto infuriare i propri tifosi per le cessioni, tanto che sui social è spuntato l’hashtag #Suningout.
L’astuzia di comprare a parametro zero piace, specie se riporti a Milano Lukaku dopo appena una stagione venduto per cifre stellari, ma è pensiero comune che senza le cessioni fatte nella scorsa estate l’Inter quest’anno avrebbe vinto lo scudetto. Alla proprietà i tifosi contestano le partenze: quelle già annunciate quella di Vidal, Sanchez e Dumfreis quella quasi certa di Skriniar ma soprattutto le indiscrezioni che vedrebbero Bastoni al Tottenham di Antonio Conte.
L’impressione è che si stia rinforzando il reparto offensivo, ma indebolendo le retrovie, punta di forza dell’Inter. E’ una buona idea affidare il centro della difesa a Bremer che dovrebbe arrivare dal Torino con Cairo che chiede 40 milioni di euro? Tutti quesiti che non lasciano dormire sonni tranquilli il popolo nero azzurro, tanto che da qualche giorno impazza l’hashtag “Suningout” sui social, messaggio inequivocabile di avviso di sfratto per il presidente.
L’Inter con l’arrivo di Marotta e Conte è ritornata a vincere lo scudetto, obiettivo mancato in questa stagione con Simone Inzaghi in panca e le cessioni dei top player. Un caso? La vittoria della Coppa Italia e della Super Coppa Italiana non possono bastare ad un club prestigioso come Inter, che ha l’obbligo di puntare molto più in alto in campo nazionale e soprattutto europeo. Si può raggiungere questi traguardi vendendo le pedine più importanti della squadra?
Gli annunci di grossi nomi non cancellano la politica societaria che piace poco ai tifosi, anche perché la storia dimostra che non sempre le squadre composta da tanti leaders hanno portato trofei in bacheca.
Intanto sono arrivate oggi le dichiarazioni proprio di Beppe Marotta a Radio Anch’Io che conferma in qualche modo la linea delle cessioni: ”Abbiamo il dovere di creare una squadra competitiva nel rispetto della sostenibilità. Si intrecciano sondaggi, trattative, ma il manager calcistico deve tentare tutte le strade senza avere la paura di non centrare l’obiettivo” E quando gli si chiede se anche Lautaro potrebbe finire sul mercato, il Direttore risponde: “”Abbiamo il nostro target di riferimento, che significa chiudere in attivo la campagna trasferimenti e contenere i costi dei salari. E’ nostro interesse mantenere una squadra forte perché è nella storia del club. Riteniamo in quest’ottica che Lautaro sia indispensabile per proseguire in questi obiettivi”.
Marotta non nasconde anche che l’Inter attinga dalla primavera campioni d’Italia :” Stiamo valutando un po’ tutto, vogliamo valorizzare anche i giovani della Primavera campione d’Italia in cui ci sono tanti talenti. Abbiamo l’obbligo di allestire una squadra altamente competitiva perché è nostro dovere farla. Quando si riprenderà cercheremo di mettere a disposizione di Inzaghi subito una squadra che ha una parvenza di competitività forte”.
E’ la nuova politica, giusta a dirla tutta, che responsabilizza i club tenendo sempre come primo riferimento il bilancio, ma che pone al mondo pallonaro un quesito: questa strada dove porterà il calcio italiano rispetto ai competitor Europei che continuano a fare follie nonostante i bilanci siano in rosso?
Beppe Magrone
Foto: Inter
