Perché i comunisti temono la Meloni? Crosetto: “perché non si fa ricattare”

La crescita di Fratelli d’Italia ha raggiunto vertici mai visti, e la sinistra è sempre più preoccupata che Giorgia Meloni, che rappresenta l’opposizione di governo, riesca a prendere in mano le redini dell’esecutivo alle prossime elezioni politiche del 2023. La leader FDI è sempre più determinata a vincere e porta avanti a testa alta le sue idee, dimostrando di non piegarsi mai a compromessi, a costo di rimanere isolata. Tuttavia gli italiani stanno dimostrando di apprezzare la linea coerente adottata dalla Meloni, incoronandola regina nei favoritismi politici.

In una intervista rilasciata a La Nazione, colui che potremmo definire il “braccio destro” di Giorgia Meloni, Guido Crosetto, ha spiegato perché la presidente del suo partito merita di sedere a capo del Governo. «È determinata, non ricattabile e non si vende: per questo comunisti e sinistra Dc temono Giorgia. Per questo, e perché sanno che può vincere e diventare premier». Non ha peli sulla lingua l’ex parlamentare FDI, il quale ricorda tutte le mine all’ascesa di Giorgia Meloni in politica, e che adesso non fa altro che chiedersi: quale coalizione riuscirà a vincere le elezioni? E chi sarà il successore di Mario Draghi nel nuovo esecutivo?

Il co-fondatore di Fratelli d’Italia non può far altro che elogiare le qualità della Meloni e spiegare perché è lei a dover salire al Governo del Paese. «Fa paura perché è determinata. Non è ricattabile, non ha fatto promesse a nessuno, è fuori dagli schemi e non si vende. È partito il tam tam per provare a screditarla: ci porterà fuori dall’euro o dalla Ue, è fascista, e amenità simili: fesserieLa verità è che c’è un sistema sclerotizzato che blocca il Paese, a guida comunista e sinistra democristiana, che dalla vittoria della Meloni si sentirebbe messo in discussione e minacciato. Non nei valori, ma nella gestione del potere».

Giorgia può vincere e la sinistra lo sa. Lo dimostra anche, dice Crosetto, la «volontà di prolungare la legislatura per consentire le nomine all’attuale esecutivo. Sarebbe un atto ai limiti dell’eversione democratica e di certo uno sfregio in piena regola alla sovranità popolare». La Nazione a questo punto gli chiede: si riferisce anche alla Presidenza della Repubblica? «Il discorso è più ampio ma non voglio escludere nessuno – risponde Crosetto –. La data elettorale dipende dal Quirinale. Per essere corresponsabili non occorre solo fare qualcosa, basta anche tacere o far finta di nulla. Ciò detto, so che useranno tutti gli strumenti per fermare l’ascesa di Giorgia. Il più immediato e facile sarà, come sempre è stato, la magistratura. Lo è dal 1994 e ha consegnato a questo gruppo di potere l’Italia».

CC

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