CONTE GIOCA A FARE IL DESTABILIZZATORE, MEGLIO SE SI DA ALL’IPPICA!
Negli ultimi tempi, la nostra memoria torna spesso al periodo della prima Repubblica quando i governi duravano al massimo sei mesi, con il cambio della guardia di premier e ministri, e il balletto delle porte girevoli; e raramente si tornava al voto poco dopo.
Ma di sicuro erano tempi dove dei politici tutto si poteva dire, tranne che non fossero persone pienamente preparate e conoscessero bene la materia. Oggi forse il personaggio che si rivela più preparato e abile politicamente, per quanto possa dispiacere ammetterlo, è Matteo Renzi. Diciamolo chiaro e tondo, di lui tutto possiamo dire: è pieno di boria, un furbacchione, un arrogante presuntuoso; si tutto questo è vero. Però dobbiamo ammettere che nel suo campo è preparato, non le manda a dire, e spesso non ha tutti i torti quando parla. Infatti durante la crisi del secondo Governo Conte, si rivolse al Premier dicendogli chiaro e tondo che era un dilettante della politica; e le vicende di questi giorni lo dimostrano.
Giuseppe Conte, non è riuscito a governare cadendo per due volte di seguito, commettendo gli stessi identici errori di valutazione; e non per colpa di Salvini nel primo caso o di Renzi nel secondo, no, ma per il suo modo di fare che nulla ha a che vedere con le dinamiche politiche, scaricando sugli altri la colpa della sua inadeguatezza. Sarà anche vero che questo è il paese che più di tutti pratica lo sport dello scaricabarile; ma si deve sempre fare i conti con chi in tale sport è esperto, e se non lo sei, finisci nel tritacarne. Ma il buon Conte non ha fallito solo come Premier; ha voluto essere messo a capo del M5S, e anche in questo caso ha fallito, distruggendo il partito in meno di un anno e mezzo, provocando una scissione, che di fatto è ancora in atto, perché anche le ultime mosse rischiano nuove fughe in massa di parlamentari e sostenitori. A Conte probabilmente nessuno ha spiegato che a fare il leader non ti ci metti da solo, ti ci mettono gli altri, ma in quel caso non i poteri forti, le influenze o le raccomandazioni; per dirigere un Partito hai bisogno del riconoscimento il sostegno
e il seguito di tutti i suoi organi; ma soprattutto devi essere capace di tenerlo unito, cosa non facile, anzi, è più difficile governare una forza politica di quanto non lo sia il Paese. Forse sembra strano ma è così.
Diciamo la verità: Giuseppe Conte è stato imposto esattamente come lo è stato Draghi che è subentrato soprattutto grazie a lui vista la sua incapacità. Nessuno voleva un ennesimo governo tecnico, e anche se la maggior parte dei ministri è composto da politici, Mario Draghi invece è il tecnico per eccellenza, e quindi come tale ha operato, e delle dinamiche politiche o sociali se ne infischia altamente. Ma nemmeno Draghi ha brillato per capacità di governare; in realtà, lui ha operato nel modo a lui più congeniale facendo solo i conti col pallottoliere, e legato a logiche che nulla hanno a che vedere con le esigenze del Paese, e perfino della sua economia che dovrebbe invece conoscere bene, o meglio, lui è un tecnico della moneta non un economista; ma si è dimenticato anche lui, che l’Euro è una moneta che non poggia su basi solide, ma solo sulle sabbie mobili del nulla, e talune scelte non stanno portando a salvare la moneta unica, anzi la stanno portando sul viale del tramonto, con gran soddisfazione degli Stati Uniti che non vedono l’ora che fallisca; e che grazie proprio alla guerra in corso fra Ucraina e Russia, può essere un formidabile colpo di cannone a tutti gli effetti, che sta destabilizzando l’Europa.
Per non parlare poi delle sue sortite al limite della farsa: “volete la pace o il climatizzatore?” O capricciosi ricatti stile: se non vi sta bene trovatene un altro che io me ne vado. Forse gli sfugge che chiunque è indispensabile, ma nessuno insostituibile.
In tutto questo balletto, o per meglio dire teatrino al quale stiamo assistendo sgomenti, ci si domanda in verità se questa sia una crisi politica o di nervi oppure entrambe le cose.
Ma il vero grande problema, è che a pagare il prezzo per altro altissimo, è il Paese intero, i suoi cittadini, e il suo futuro. Perché si sta mettendo in serio pericolo una serie di provvedimenti che sono urgenti, e che devono far ripartire il treno dell’economia e delle riforme strutturali dell’Italia; e che se il Governo viene meno in questo momento, si rischia di non poter attuare nei tempi e nei modi previsti.
In ultima analisi, l’unico fatto positivo in tutta questa vicenda, è che una forza politica che si è rivelata più dannosa come il M5S, sta suonando ormai il de profundis, ed è destinata a scomparire. E che personaggi come il Prof. Giuseppe Conte, farebbe bene a seguire il suggerimento di tornare a fare il suo lavoro di Avvocato o docente, e lasci
perdere la politica che non è campo dove ha la ben che minima capacità.
Riguardo al Premier uscente Mario Draghi, sarebbe bene che viste le sue dimissioni respinte dal Presidente Mattarella, se dovesse incassare la fiducia delle Camere, per i mesi che ci separano alla fine della Legislatura, si comporti come un vero Uomo delle Istituzioni, porti a termine i piani per la ripresa economica, e getti le basi di una ripartenza e delle vere riforme necessarie per l’Italia, e per una volta nella vita, faccia fino in fondo il bene della nostra nazione, se vuole lasciare un segno tangibile. Oppure, si faccia da parte, e speriamo che venga scelto qualcuno con un vero senso di
responsabilità e dello Stato.
Oppure si torni al voto, sperando che però stavolta i cittadini la smettano di lamentarsi (perché anche loro hanno un bel carico di colpe), e vadano tutti a votare facendo le scelte giuste.
Andrea Franchi
