E’ partito il countdown per le elezioni che si terranno il 25 settembre, ridando dopo 11 anni il potere decisionale nelle mani degli italiani. La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni non aspettava altro: sarà finalmente la resa dei conti, il momento in cui saranno chiare le preferenze dei cittadini. Sulle riforme Fdi garantirà disponibilità perché si arrivi alle scadenze in tempo utile. Il più grande avversario da battere, con ogni probabilità, sarà il Pd.
“Da tempo lavoriamo alla costruzione di un programma. A differenza della sinistra, non ci dobbiamo inventare un’identità. Le nostre proposte si conoscono, si tratta di ribadirle”, ha commentato Giorgia Meloni. Le possibilità di battere la sinistra ci sono e lei ne è convinta, come è certa delle difficoltà che eventualmente si presenteranno: “il centrodestra può vincere le elezioni, ma governerà in una fase complessa”. Quindi “nel programma comune dovremmo concentrarci sulle cose che si possono fare. Meglio mettere una cosa in meno, che una in più che non si può realizzare”. Ed è presto per parlare di nomi. “Dovremmo prendere tutto il meglio che c’è. Senza pregiudizi”, afferma. Quanto alla scelta del premier, in caso di vittoria, “chi vince governa”, la chiude Meloni, “questa regola ha sempre funzionato”, “non abbiamo nemmeno il tempo di cambiarla”. E sempre sui rapporti con gli alleati, la leader di Fdi confida “che si mettano da parte i tatticismi”. Bisogna “compattarsi per battere l’avversario. L’avversario è il Pd”, puntualizza.
Ci saranno una serie di riforme su cui discutere. “Garantiremo la nostra disponibilità affinché si arrivi alle scadenze in tempo utile”, assicura Meloni. “Se non otteniamo dei soldi è perché il governo non ha lavorato bene”, aggiunge.
In merito alla guerra tra Russia e Ucraina Meloni commenta: sostenere il popolo ucraino “è stata una delle decisioni più facili della mia vita”. Sull’invio di armi dice che “bisogna essere lucidi: non possiamo pensare di essere neutrali senza conseguenze”. E chiarisce che la politica estera di un governo a guida Fratelli d’Italia resterà quella di oggi: “per me è una condizione. E non credo che gli altri vogliano metterla in discussione”.
