Il Movimento 5 Stelle dice no al doppio mandato e determina l’abbandono degli storici esponenti come Fico, Bonafede,Dadone, D’Incà, Patuanelli, Taverna, Toninelli e Sibilia
“Col Pd per il futuro non escludo un dialogo, non un’alleanza. Per queste elezioni assolutamente non se ne parla di avere rapporti col Pd. Che rapporto può avere il Movimento 5 stelle con una forza politica che sta chiudendo accordi da Calenda a Di Maio a Renzi a Brunetta a Carfagna? Questa è un’ammucchiata dove noi non ci potremmo mai ritrovare, perché sono personalità divisive e litigiose. La politica fatta così significa tutto e il contrario di tutto”.
“Non abbiamo voluto la crisi, abbiamo posto temi concreti sulle priorità e i bisogni urgenti dei cittadini. Di fronte a quei temi non abbiamo avuto risposta, anzi siamo rimasti sorpresi e increduli per l’atteggiamento di Draghi che ha mostrato la volontà di andar via: anche le modalità del confronto in Parlamento ci hanno amareggiato, un atteggiamento sprezzante, non certo di chi voleva andare avanti”.
È la fuga esponenti dal M5s che non potrà più contare su alcuni nomi storici. Come il presidente della Camera Roberto Fico. Lascia il Movimento anche la senatrice Paola Taverna che dal 2018 affianca Elisabetta Casellati in qualità di vicepresidente del Senato. Prende la stessa decisione Fabiana Dadone, ministra alle Politiche giovanili. Lascia anche Federico D’Incà, ministro ai Rapporti con il Parlamento e il titolare delle Politiche agricole Stefano Patuanelli. Dicono addio anche il capogruppo alla Camera Davide Crippa insieme a Danilo Toninelli, senatore ed ex ministro dei Trasporti ma anche Alfonso Bonafede, ex guardasigilli rimasto in carica fino al 2021, e il sottosegretario agli interno Carlo Sibilia.
