Molti tremano nel PD: Boldrini e Cirinnà rischiano di perdere la poltrona

Il segretario del Partito Democratico Enrico Letta si sta dando da fare per muovere le sue pedine nel modo giusto in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. Promesse a destra e a manca fanno tremare il terreno sotto i piedi di molti parlamentari dem, visto anche il taglio a senatori e deputati. L’accordo con Carlo Calenda, insieme alle trattative con Nicola Fratoianni Angelo Bonelli dei verdi, fanno traballare i seggi. Enrico Letta va avanti col paraocchi a costruire ammucchiate nella speranza di battere il centrodestra alle urne. Ma il prezzo da pagare per il minestrone politico che il vertice dem sta cucinando sarà caro: qualcuno dei suoi dovrà rinunciare alla poltrona.

 

 

Ben il 30% degli uninominali è la promessa fatta a Calenda. Ancora da capire il patto con Verdi e Fratoianni, ovvero gli ex pentastellati a cui il Partito Democratico potrebbe offrire seggi e diritto di tribuna. A concorrere per la grande ammucchiata anche Articolo 1 di Roberto Speranza, il Psi e via discorrendo.

 

I nomi che fanno più rumore sono quelli di Monica Cirinnà, la quale ha perso peso politico probabilmente a causa della sua vicinanza a Goffredo Bettini (suo capo-corrente e famoso teorico dell’alleanza con il Movimento 5 Stelle), e quello di Laura Boldrini, ex presidente della Camera.

 

La corrente di Base Riformista è quella nella quale ci sono più candidati all’esclusione dai giochi, tra cui rischia anche la segreteria del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Da ricordare che cinque anni fa la composizione delle liste fu nelle mani di Matteo Renzi, il quale successivamente si tirò fuori dal Pd per fondare Italia Viva. Molti si consideravano, ai tempi, fedelissimi di Renzi, ma pochi furono effettivamente i piddini che seguirono la traversata dell’ex Primo Ministro. La stampa richiama Luca Lotti, l’ex fervido seguace di Renzi di cui le segreterie toscane non hanno proposto il nome. A decidere se candidare Lotti sarà il Nazareno. Anche il senatore Dario Stefano, principale avversario interno del governatore pugliese Michele Emiliano, potrebbe essere lasciato in panchina.

 

Indiscrezioni vociferano che rischi di dire addio al Parlamento l’ex ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, insieme ai senatori Salvatore Margiotta, Stefano Collina, Eugenio Comincini, Alan Ferrari, Andrea Ferrazzi, Roberto Rampi e Francesco Verducci.

 

CC

 

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