Non senza qualche incidente di percorso, Enrico Letta è riuscito a chiudere il cerchio delle candidature.
Il segretario del PD può ora concentrarsi su una campagna elettorale che sembra virare sempre di più sul duello fra lui e Giorgia Meloni. Il doppio confronto previsto fra i due, prima sul Corriere e poi nello studio di Bruno Vespa, ha prodotto la sollevazione degli altri leader di partito, con Calenda e Renzi a guidare le fila dei contestatori.
Di “confronto a lume di candela” fra Meloni e Letta parla Giuseppe Conte che chiede un confronto a quattro fra i leader delle coalizioni. Quello della leadership, tuttavia, è uno dei nodi ai quali deve ancora lavorare la coalizione di centrodestra.
Per questo, Matteo Salvini vorrebbe un confronto fra i “principali leader dei partiti”, e non tra quelli delle quattro coalizioni. Tra grane interne ed esterne, Letta si trova a dover fare fronte anche alle “fake news alimentate artatamente” dagli avversari del Pd.
Dopo la nota della Lega sul ritiro di Raffaele La Regina, fatta circolare prima che La Regina decidesse il passo indietro, oggi è stata la volta della presunta candidatura della Cinque Stelle Laura Castelli con i dem. “Il nuovo Pd candida Laura Castelli, il nostro Pd candidava Pier Carlo Padoan. La differenza è netta. Chi vota il nuovo Pd vota Di Maio e Castelli. Ecco perchè noi siamo altro, siamo altrove”, scrive Renzi su Twitter.
Un post che nel Pd viene liquidato come “notizia gonfiata artatamente” da Matteo Renzi “senza alcun ancoraggio alla realtà, tanto che la stessa interessata ha già detto che non si candiderà. Il Pd non sostiene Laura Castelli, si tratta di una notizia che è sempre stata falsa”.
