Giuseppe Conte ha annunciato che il Movimento 5 Stelle correrò da solo in Sicilia. Immediato il duro commento di Enrico Letta: “Quando si fanno le primarie, trentamila persone partecipano votano, poi succede quel che succede, c’è un voltafaccia. Sono abbastanza esterrefatto, mi chiedo se sono rimasto ad un’idea romantica della politica, quella della parola data, si fa una scelta, poi si è coerenti con quella scelta”. Ecco le parole del segretario del Pd che fanno da sfondo alla rottura, dell’alleanza progressista nell’Isola che il 23 luglio aveva celebrato le primarie che hanno indicato l’esponente del Pd, Caterina Chinnici, candidata presidente della Regione siciliana. “Alcune settimane fa – ha detto Conte – ero stato chiaro: quello che vale a Roma vale a Palermo. Sappiamo come è andata nella capitale: il Pd ha scelto l’agenda Draghi, rinnegando tutto il lavoro realizzato in direzione progressista durante il Conte II. Nonostante questo, in Sicilia abbiamo tentato fino all’ultimo di costruire un percorso comune, anche in considerazione del percorso di partecipazione costruito in occasione delle primarie”.
Dal Partito democratico, però, a giudizio dell’ex premier, “ancora una volta non sono giunte risposte adeguate”. Cosicchè, “siamo arrivati a questo paradosso: da una settimana c’è un’impasse dovuta all’insistenza dei democratici per infilare nelle liste esponenti impresentabili. Una posizione che ha messo in imbarazzo anche Caterina Chinnici, che è stata costretta a richiamare il Pd su questo punto: chi ha procedimenti penali pendenti deve restare fuori dalle liste”. Prosegue Conte: “Per noi la questione è semplice: abbiamo sempre detto che saremo stati garanzia di profili impeccabili, al servizio dei cittadini. L’asticella del senso delle Istituzioni con noi è sempre alta, tanto sul versante nazionale tanto sul versante locale”.
