Caro energia: giovedì il nuovo decreto del Governo. Scarseggiano però le risorse

Giovedì prossimo dovrebbe essere il giorno decisivo affinchè il nuovo decreto aiuti, su cui il governo sta lavorando da giorni con l’obiettivo di contrastare gli effetti del caro energia su famiglie ed imprese, veda la luce. Ma al momento sembra difficile per l’esecutivo reperire tutte le risorse utili a dare un sostegno concreto. Palazzo Chigi e il ministero dell’Economia, infatti, temono che sarà difficile arrivare ai 10 miliardi, che anche dal punto di vista dei partiti rappresentano la cifra minima da impegnare. L’unica certezza, al momento, è che non ci sará un ulteriore scostamento di bilancio. Le nuove misure saranno quindi finanziate con le ulteriori maggiori entrate rispetto a quelle previste. Per quanto riguarda i cosiddetti extra-profitti delle aziende energetiche, non ci sono grandi attese sull’esito del versamento supplementare scaduto lo scorso 31 agosto. Il decreto rimetterà quindi mano a questa misura che ha garantito solo una piccola parte degli introiti attesi. Anche per questo, con ogni probabilità, il decreto che il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare giovedì prossimo si concentrerà in via prioritaria sul mondo delle imprese, con l’obiettivo di evitare che in autunno molte attivitá economiche siano costrette a fermarsi. Ed anche di limitare i danni, con l’aiuto degli ammortizzatori sociali – in caso di inevitabili stop temporanei. L’allarme che arriva dalle associazioni imprenditoriali è forte e si è fatto sentire anche a Cernobbio in occasione del Forum Ambrosetti. Alle preoccupazioni degli industriali, si aggiungono poi anche quelle dei sindacati. Solo ieri il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra ha quantificato in 1 milione i posti di lavoro a rischio, nel caso si concretizzassero gli scenari piú sfavorevoli. L’ipotesi su cui lavoro l’esecutivo è quella di concedere una nuova cassa integrazione a costi piú contenuti del normale per due mesi. Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha ricordato che gli strumenti per supportare le aziende ci sono giá. Nei mesi piú duri della pandemia, e quest’ anno dopo l’invasione dell’Ucraina, il governo ha giá messo in campo una cassa “scontata”, l’ultima volta con il decreto Aiuti che ha tenuto in piedi il beneficio da marzo fino al 31 maggio. La nuova cassa “scontata” durerebbe due mesi, giusto il tempo di passare il testimone al prossimo esecutivo. Il governo Draghi potrebbe replicare lo schema di marzo riconoscendo l’aiuto ai soli 5 settori dell’industria piú esposti (auto, agroindustria, ceramica, legno, siderurgia), ma i partiti, in campagna elettorale, chiedono un provvedimento dal perimetro piú ampio. Le imprese attendono inoltre il rinnovo dei crediti d’imposta in scadenza, che dovrebbero avere un impatto piú forte nei settori maggiormente colpiti, mentre sul fronte delle famiglie, nel provvedimento potrebbe entrare una misura tampone, ovvero la proroga eventualmente potenziata della possibilitá di rateizzare le bollette. Si tratta, però, di un sollievo solo temporaneo.

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