Conte esclude un governo con la Meloni e attacca il Pd di Letta

Se qualcuno pensa già a un nuovo governo di salute pubblica, “noi non ci saremo”. Dallo studio di Porta a PortaGiuseppe Conte ha messo in chiaro che il suo M5S non prenderà parte a eventuali esperimenti da “specialisti della gestione del potere” se dopo le elezioni non si dovessero creare le condizioni per esecutivi puramente politici. Uno scenario che l’ex premier ammette di temere, perché “il metodo Draghi sta prendendo quota nel dibattito elettorale, e mi sembra che anche FdI lo stia abbracciando in modo non esplicito”. Poco prima, sui social, aveva parlato anche di “una vera e propria restaurazione”, cui “un po’ tutte le altre forze politiche si stanno predisponendo”. Un ritorno “alla politica del passato, alle immunità e ai privilegi dei politici, ai politici che non rispondono alla magistratura, ai politici che si sentono al di sopra dei cittadini. Questo non lo permetteremo mai”. Conte continua a condurre la campagna elettorale del Movimento in solitaria battendo anche piazze e mercati, da ultimo quello storico dei libri usati a Roma, dove ha definito “una piaga da debellare” i rincari dei testi scolastici. Il tentativo dichiarato è posizionarsi a sinistra del Pd, puntando su cashback fiscale e Reddito di cittadinanza, ma soprattutto su salario minimo, lotta al precariato, taglio del cuneo fiscale.

Gli ultimi sono temi cari anche dei dem “ma con loro non c’è proprio perfetta coincidenza, noi siamo più radicali”, è la tesi del presidente del M5S, che si smarca anche dai paragoni con la posizione del leghista Matteo Salvini contro le sanzioni alla Russia: “Stanno facendo male anche a noi ma non vanno tolte. Il problema ora è come uscire dal conflitto, costruire il negoziato. Gli interessi strategici dell’Ue non sono perfettamente combacianti con quelli degli Stati Uniti”. Dopo le elezioni, eventualmente con un nuovo segretario, si vedrà, ma con il Pd di Letta non sembrano esserci margini di riavvicinamento: “Non mi permetterei mai di influenzare le scelte del vertice di un’altra forza politica. Gli errori che sono stati commessi impediscono dal punto di vista politico di costruire qualcosa nell’immediato”. Con gli attuali assetti, al momento è quindi difficile immaginare uno scenario in cui il M5S possa tornare al governo, anche perché è da scartare a priori l’ipotesi di sedersi eventualmente al tavolo con Giorgia Meloni: “Una prospettiva impossibile, perché quasi tutte le ricette di Fratelli d’Italia le reputo inadeguate e addirittura nefaste per il futuro del nostro Paese”. In ogni caso nel Movimento continua a crescere l’ottimismo sul risultato elettorale.

Condividi l'articolo!
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on print
slot gacor slot gacor slot gacor https://penjastoto.com/ penjas69 prediksi hk slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot mahjong