“Non bisogna credere alla vittoria annunciata della destra e nei prossimi 17 giorni che ci dividono dalle elezioni il nostro compito sarà quello di impedire che tale allarme per la democrazia italiana diventi realt”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, nel discorso ai candidati dem. “Voglio lanciare insieme a voi l’ultima fase della campagna elettorale. Voglio lanciare un allarme per la democrazia italiana: abbiamo 17 giorni per cambiare la storia del nostro Paese ed evitare che l’allarme per la democrazia italiana diventi realtà. Ci sono tre percezioni sbagliate che si stanno diffondendo nel Paese: la prima è la vittoria annunciata della destra e quindi di conseguenza un clima da liberi tutti”, ha detto, Letta aggiungendo che “la seconda percezione sbagliata è che non governeranno, vinceranno ma non governeranno perché si squaglieranno e a quel punto rientrerá in gioco tutto. Si rimescoleranno le carte in Parlamento. Sarà come una falsa partenza e poi tutto tornerà normale”. Per l’ex premier, si tratta di una “percezione sbagliatissima perché con una vittoria della destra, larga, le carte si rimescoleranno all’interno della destra. Tutti quelli che sono al di fuori non avranno nessuna voce in capitolo”. Infine, “la terza percezione sbagliata è che tanto l’Europa alla fine ci salva, che non ci possono far fallire. E’ una terza percezione sbagliatissima che mi ricorda molto quello che accadde nel Regno Unito prima del voto della Brexit”, ha osservato Letta sottolineando che “quel voto, una volta dato, è rimasto per sempre, come è giusto che sia. Una volta che hai votato quelle sono le conseguenze. Dopo non ci salverá qualcun altro, sta a noi oggi, nella campagna elettorale e nel voto, salvare noi stessi, salvare l’Italia”. Letta ha poi invitato ad una riflessione legata più ai numeri. “Il 4% di voti dati a Calenda o dati a Conte e tolti al Pd daranno il 70% di seggi in Parlamento alla destra”, ha sottolineato il leader dem precisando che “con il Rosatellum, infatti, il 43% dei voti assicurano alla destra il 70% della rappresentanza parlamentare”. Pertanto, “in 17 giorni dobbiamo lottare. Ci sono 60 collegi uninominali contendibili, in questi 60 collegi una crescita nostra consentirebbe di vincerli e riportare la partita in una logica di contendibilitá”, ha concluso.
Il discorso di Letta arriva a 24 ore dallo scontro con il leader di Azione, Carlo Calenda, che ieri, nel corso di un’intervista a Rtl 102.5, ha chiarito quale è la sua idea di governo dopo il 25 settembre. “L’alleanza con Pd non la farò, sennò l’avrei fatta prima. Un governo di larga coalizione, questo voglio fare. Serve un governo di alleanza comune, mi auguro anche con la Meloni”, ha detto Calenda. Parole forti che hanno scatenato un’immediata replica di Letta. “Mi sembra che sia chiaro ormai: il Terzo polo guarda a destra”, ha detto il leader dem precisando che “chi vuole battere la destra ha un solo voto utile, quello per il centrosinistra. Tutti gli altri sono voti che in un modo o nell’altro aiutano le destre”. “Enrico Letta sei una specie di disco rotto”, ha poi affermato Calenda con l’intento di chiudere la polemica, ma è chiaro che da qui al 25 settembre le tensioni tra i due leader non sono destinate a placarsi.
