Silvio Berlusconi è tornato nel salotto di Bruno Vespa; il leader azzurro manca dallo studio da molto tempo, anche se gli inviti da parte del conduttore di Porta a Porta in questi anni sono stati numerosi. La presentazione è infatti degna dell’ospitata: “È l’ottava campagna elettorale dal 1994, l’unico leader che è rimasto alla guida di un partito per 29 anni”, dice Vespa. Berlusconi, che in questa campagna elettorale sta puntando sui social e gli interventi televisivi, parte subito all’attacco, certo di poter avere un ruolo nel conflitto tra Ucraina e Russia: “Se c’è una persona che potrebbe operare al mio posto o con me quella è Angela Merkel. Con lei mi sentirei di tentare un convincimento”. Il Cav è “deluso” dall’amico Putin, tuttavia non ha dubbi sulla solidità della Russia anche a fronte delle conseguenze di negare il gas all’Unione Europea: “È assolutamente in grado” di andare avanti “perché sono molto aumentate le richieste di gas, petrolio e carbone da parte di Cina e India”. Il pericolo, quello che Berlusconi ha sempre cercato di evitare nei suoi governi, è che Mosca sposti il suo baricentro a Oriente: “Non vedo nessuna perdita per lui da qui in avanti. Le sanzioni hanno aumentato le povertà e hanno creato migliaia e migliaia di disoccupati. Questa situazione di contrasto con l’Ue ha portato Putin nelle braccia della Cina e io sono molto dispiaciuto di questo”.
Politica estera a parte, Silvio Berlusconi è pronto ad affrontare la sfida delle elezioni del 25 settembre. Ancora convinto che FI prenderà il 20%? “Quella era una battuta per stimolare i miei azzurri a darsi massimamente da fare. Credo che i sondaggi diano per certa la vittoria del centrodestra ma non credo siano credibili per quel che riguarda i singoli partiti. Sono molto preoccupato per l’astensione ma nonostante questo il centrodestra vincerà e daremo il via a un Governo che opererà bene”. E sulla solidità dell’alleanza con Matteo Salvini e Giorgia Meloni Berlusconi non ha dubbi: “Ho un rapporto con loro come con i figli perché ho competenza e cultura non paragonabili con nessuno degli altri. I ministeri ce li spartiremo in maniera tranquilla in base non al numero per ogni partito ma alla qualità dei ministri”.
