Il caso dei fondi russi agita i partiti. Di Maio attacca. Oggi Gabrielli in Copasir

Lo spettro dei fondi russi continua ad aleggiare sulla campagna elettorale. Anche se finora non risulta un coinvolgimento dei partiti italiani nel report dell’intelligence Usa che parla di oltre 300 milioni di dollari di finanziamenti inviati da Mosca alle forze politiche di una ventina di Paesi, anche in Europa, le rivelazioni arrivate da Washington alimentano la polemica politica. E tutti guardano al Copasir dove questa mattina sarà udito Franco Gabrielli, l’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica. Non si esclude dunque che la vicenda possa avere un seguito; se nei giorni aveva ipotizzato l’esistenza di altri dossier, ieri il titolare della Farnesina Luigi Di Maio annuncia: “Sono arrivati gli aggiornamenti che dovevamo ricevere come Ministero degli Esteri”.

Il ministro consiglia “prudenza”, ma torna a chiedere una Commissione d’inchiesta sui rapporti tra Mosca e i partiti italiani, e non rinuncia a evocare “troppe ombre sui rapporti della Lega con Putin. Del resto, l’accordo tra la Lega e il partito di Putin è valido ancora oggi”, aggiunge, chiedendosi: “Perché la Lega, e quindi la coalizione di destra con Meloni e Berlusconi, continua a difendere gli interessi di Putin piuttosto che quelli degli italiani?”. Non solo: il leader di Impegno civico ricorda che nel 2018 il Carroccio presentò un emendamento per togliere il divieto per un partito di ricevere soldi dall’estero, e ancora si chiede: “Perché la Lega voleva ricevere soldi da Governi o da altri enti di Stati stranieri?”. Le risposte arrivano dal leader della Lega: “Non sono minimamente preoccupato per l’audizione di Gabrielli. Sono tranquillissimo. Mai chiesto o preso soldi dall’estero”, afferma Salvini, chiosando: “Votino quindi gli italiani per gli interessi degli italiani e gli stranieri si facciano gli affari loro”. Anche per il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi per ora le notizie sulle ingerenze di Mosca sulla campagna elettorale “sono solo chiacchiere, la Russia ha dato tanti soldi ai comunisti italiani e questa è l’unica cosa certa”.

Una risposta a Di Maio arriva dal leader del M5S Giuseppe Conte che, pur senza mai citarlo, sembra rivolgere un evidente invito al ministro: “Non buttiamo in campagna elettorale illazioni e insinuazioni. Soprattutto chi ha una responsabilità istituzionale ha una doppia e tripla responsabilità di gestire tutto con cura. Non vorrei che da presunte interferenze si arrivi a un inquinamento della campagna elettorale”. Anche per il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna “se esiste un capitolo Italia sul dossier dei finanziamenti russi a partiti deve essere reso noto prima del voto perché è giusto che gli elettori si facciano una opinione. Dubito che gli italiani vogliano mandare in Parlamento persone che sono state pagate da Putin”. Tornando al Copasir e in vista dell’audizione di domani di Gabrielli, il Pd invece attacca il presidente del Comitato Adolfo Urso il quale “anziché essere garante del Parlamento va in giro per il mondo a fare il garante del suo partito, FdI, confondendo la missione istituzionale con quella politica”.

Condividi l'articolo!
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on print
slot gacor slot gacor slot gacor https://penjastoto.com/ penjas69 prediksi hk slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot mahjong