Dopo il dossier statunitense sui presunti fondi della Russia ai partiti di venti paesi europei che ha gettato un’ombra anche sulla campagna elettorale italiana, gli occhi rimangono puntati su Fratelli d’Italia e Lega. Complice le dichiarazioni sull’interruzione di gravidanza della leader di FdI a Genova: “Vogliamo dare il diritto alle donne che pensano che l’aborto sia l’unica scelta che hanno di fare una scelta diversa. Non stiamo togliendo un diritto ma aggiungendolo”, sono state le parole di Giorgia Meloni durante il suo comizio sotto la Lanterna durante il quale ha liquidato come “surreali” le accuse che sono arrivate dal centrosinistra a proposito di un presunto intento liberticida di Fratelli d’Italia sulla legge 194. La miccia, tuttavia, è ormai accesa e il fuoco delle polemiche non tarda a divampare. Enrico Letta sceglie le pagine di un settimanale femminile come Grazia per rispondere che “non basta essere donna per fare politiche per le donne. Contano le proposte e i fatti concreti che si mettono in campo. Per le donne la parola chiave è libertà, e la capogruppo del Pd alla Camera Debora Serracchiani nutre forti dubbi sul fatto che questa libertà sarebbe assicurata da un governo che avesse Meloni al vertice. L’aborto è una scelta non una colpa. Ci sono molti motivi per cui vi si ricorre e non sono solo economici. Meloni lascerà libere le donne di scegliere? Non ne siamo sicure”.
Anche Emma Bonino ha delle perplessità: “Fino a stamattina non pensavo che l’aborto in Italia potesse essere a rischio a livello legislativo con l’eventuale vittoria di questa destra. Pensavo invece che tra chi abolisce l’aborto attraverso la Corte Suprema, come Trump, e chi lo fa con altri mezzi come in Polonia o in Ungheria noi abbiamo da tempo semplicemente scelto una terza via, quella di non applicare la legge, visto che ci sono intere regioni dove la legge 194 non esiste perché non applicata. Dopo il comizio di Genova, forse per rivendicare l’idea Dio-Patria-Famiglia, la leader di FdI dice di voler riconoscere il diritto a fare una scelta diversa: quella di non abortire, evidentemente scopiazzando le idee degli amici illiberali europei su questo”, osserva Bonino. La vicinanza al Governo di Viktor Orban è l’altro elemento a generare preoccupazione nel centrosinistra: in Ungheria ci si prepara infatti a introdurre l’obbligo di auscultazione del battito del feto per chi abbia deciso di abortire. La co-portavoce di Europa Verde Eleonora Evi dice di aver “ricevuto segnalazioni di donne e di associazioni che la stessa cosa sta già accadendo in Umbria”, affermazione non confermata dal Ministro della Salute Roberto Speranza ma che comunque ha contribuito ad accendere le polemiche politiche.
