Il figlio di Beppe Grillo, che attualmente si trova a fare i conti con la giustizia poiché coinvolto in un processo per stupro in corso al tribunale di Tempo Pausania, insieme ai suoi amici genovesi, Vittorio Lauria, Edoardo Capitta e Francesco Corsiglia, non se la sta passando bene, visti nuovi elementi che aggravano la sua posizione. Parvin Tadjik, la moglie iraniana di Beppe Grillo e madre dell’imputato, è stata ascoltata in aula e da una conversazione telefonica è emerso che Ciro Grillo sarebbe stato espulso da una scuola ad Auckland, in Nuova Zelanda, nel 2017.
A portare il ragazzo a processo è stata la denuncia di una studentessa italo-norvegese, che dichiarò di essere stata violentata nel luglio del 2019 in Costa Smeralda dai ragazzi genovesi, tra cui il figlio del fondatore M5S. Alla madre di Ciro è stato chiesto esplicitamente se suo figlio fosse mai stato accusato precedentemente di altri episodi di violenza di questo tipo, ma non ha saputo rispondere. Tuttavia una chat ha incastrato madre e figlio.
Dalla documentazione tirata fuori dall’avvocato Romano sarebbe emerso un episodio risalente al 2017, periodo in cui Ciro era in vacanza studio al Macleans College, scuola di Auckland, in Nuova Zelanda. Un’esperienza che il figlio di Beppe Grillo aveva definito in una chat con gli amici per mezzo di frasi dubbie come “Ca…i durissimi in Nuova Zelanda” e altre amenità di questo tipo. Alcune osservazioni discutibili anche sulle figlie del vicepreside del Macleans College, Phil Goodyear, cui era scattato un processo scolastico.
Secondo quanto racconta l’Adnkronos, l’avvocato, tirando fuori i documenti, ha spiegato che Ciro Grillo era stato espulso dalla scuola ad Auckland, cosicché i genitori lo fecero immediatamente rimpatriare. «Hanno parlato anche di polizia. In Nuova Zelanda minacciare qualcuno è gravissimo», si è letto nella messagistica. «Ciro non c’è niente da fare il direttore generale ha parlato con Caterina e ti vogliono espellere con foglio di via. Forse anche con la polizia se tu fai resistenza. A meno che tu non venga via di tua spontanea volontà, hanno già deciso che perderai il processo anche se ti scuserai o hai ragione».
I documenti dimostrano che Ciro non aveva nessuna possibilità di continuare lì la scuola e doveva rientrare in Italia. «Non vogliono darti il nulla osta per l’altra scuola, quindi non ti puoi assolutamente spostare perché l’altro istituto non ti può accettare. Abbiamo veramente provato di tutto ormai da 16 ore, mi dispiace non c’è niente da fare». Elementi nuovi che non aiutano il ragazzo genovese ad uscire da questa storia.
