Nuovo governo, Meloni: stiamo lavorando a una squadra di livello. Tajani: deve essere di grande profilo
“Continuo a leggere irreali ricostruzioni in merito a eventuali ministri di un governo di centrodestra. Dopo fallimentari gestioni come quella di Speranza&Co vi assicuro che stiamo lavorando a una squadra di livello che non vi deluderà. Non credete alle bugie che circolano”. E’ quanto scrive la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni su Twitter rivolgendosi direttamente ai cittadini. “Un governo di alto profilo serve assolutamente, dobbiamo governare l’Italia in un momento di grande profilo. Serve squadra con le spalle larghe per affrontare la situazione. Forza Italia in questa partita vuole giocare un ruolo da protagonista”, ha detto invece il vice presidente di Forza Italia, Antonio Tajani, intervistato a Radio anch’io su Rai Radio.

A proposito della formazione del nuovo governo,  Meloni continua a corteggiare Fabio Panetta, ex direttore generale di Bankitalia, per la casella del ministero di via XX settembre. Lo scrive il Corriere della Sera spiegando che c’è, però, anche un altro nome sul quale la leader di Fratelli d’Italia continua a puntare. Si tratta di Domenico Siniscalco, giá ministro nel secondo e terzo governo Berlusconi. Per il ministero dell’Economia la prassi costituzionale vuole che, insieme con i dicasteri di Interni, Difesa, Esteri e Giustizia è un ruolo che va concordato, discusso e condiviso con il capo dello Stato. Di qui il nodo Salvini e una possbile resistenza ad accettare la candidatura del leader della Lega al Viminale. Dal ruolo con il quale il leader della Lega entrerà nell’esecutivo dipenderanno a cascata molte cose, e ovviamente in primo luogo la cifra del resto della rappresentanza leghista nell’esecutivo. Per quanto riguarda gli altri posti chiave Antonio Tajani di Forza Italia, non direbbe di no per il ministero degli Esteri, potrebbe anche entrare nella partita delle presidenze del Parlamento. A questo proposito Giorgia Meloni vorrebbe assegnare quella del Senato a Ignazio La Russa, che ha accompagnato politicamente in questi anni l’affermazione della leader di Fratelli d’Italia. Di sicuro il peso di Forza Italia e della Lega dentro il governo dovrebbe essere identico, avendo piú o meno lo stesso consenso. E un obiettivo di Meloni è quello di non attribuire piú di un ministero “pesante” a ognuno dei due partiti. Le figure di due eventuali vicepremier le darebbero maggiore capacitá di gestire incarichi e deleghe.

La formazione del governo per Giorgia Meloni somiglia dunque sempre piú ad un puzzle complicato. Soprattutto perché al momento non è ancora sciolto il grande nodo del ruolo che Matteo Salvini dovrà e vuole avere nell’esecutivo. Ieri i due leader si sono incontrati, scrive il Corriere della Sera, ma il faccia a faccia, evidentemente, non è bastato per superare lo stallo perché il segretario del Carroccio continua ad allungare la mano sulla poltrona del Viminale. “Il colloquio si è svolto in un clima di grande collaborazione e unità di intenti” e “entrambi i leader hanno ribadito il grande senso di responsabilitá” che la vittoria alle elezioni comporta, ha recitato la nota finale. Non si fa cenno a trattative sulla compagine di governo, ma in serata fonti ufficiali di FdI hanno comunicato che “non si è parlato né oggi e né in questi giorni di nomi, incarichi, attribuzioni di deleghe nè separazioni di ministeri e sono prive di fondamento retroscena di stampa su presunti veti, così come le notizie già smentite da Palazzo Chigi su un “patto” Meloni-Draghi”. Resta, però, tensione nell’aria. C’è chi conta su uno stop dal Quirinale, chi spera che Salvini possa “accontentarsi” della presidenza del Senato, come alcuni fra i suoi gli suggeriscono, chi che alla fine possa decidere lui stesso di farsi da parte se la situazione si facesse troppo difficile. E c’è sempre sullo sfondo l’ipotesi vice premier che però, aveva avvertito Tajani nel colloquio non facile con Meloni il giorno prima, a quel punto dovrebbe prevedere un vice premier anche per Forza Italia. E in ogni caso una paritá di ministeri tra Lega e FI, con almeno un ministro di peso per gli azzurri (Esteri il dicastero preferito. A breve Meloni fará il punto anche con Silvio Berlusconi.

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