L’infettivologo Massimo Galli risulta tra gli indagati nel procedimento penale avviato dalla procura di Milano, che ha chiuso le indagini preliminari relative a procedure concorsuali di selezione per gli incarichi di professore e ricercatore universitario, indette dall’Università degli Studi di Milano Statale. Dette procedure sono risultate oggetto di turbativa e adesso sono stati notificati gli avvisi a venticinque indagati, tra cui Galli, che negli ultimi mesi è apparso abbondantemente in TV per diffondere il suo pensiero catastrofista sul Covid.
I fatti risalgono al 5 ottobre 2021 quando i carabinieri del Nas di Milano effettuarono perquisizioni e acquisizioni di documenti nei confronti di 33 persone, tra cui 24 professori che insegnano a Milano, Pavia, Torino, Roma e Palermo su presunte irregolarità nella gestione delle iscrizioni a numero chiuso delle facoltà di medicina e assunzione di docenti e anche di assistenti e dirigenti ospedalieri.
Sono gravi le accuse che pendono sugli indagati, tra cui associazione per delinquere, corruzione e abuso di ufficio. In particolare, Galli era accusato di aver pilotato insieme ad altri colleghi quattro dei tredici bandi sotto la lente degli investigatori.
A carico degli indagati sono emerse “collusioni e altri metodi di turbativa che hanno inquinato sistematicamente la regolarità delle procedure di selezione, sostituendo logiche clientelari al metodo meritocratico e al principio di imparzialità che dovrebbe orientare la pubblica amministrazione”. In alcuni casi, ad esempio, “vi è la nomina di colleghi compiacenti e consapevoli ex ante di dover favorire un determinato candidato”, in altri casi “i criteri di valutazione sono ritagliati sul profilo del soggetto che si intende beneficiare”. Gli avvocati dell’infettivologo all’ Adnkronos minimizzano: “Confermiamo di aver ricevuto la notifica dell’avviso della chiusura indagini. L’ipotesi accusatoria risulta fortemente ridimensionata rispetto a quella iniziale e dopo aver avuto la copia faremo le nostre valutazioni”.
