La Lega chiede 4 ministeri, tra cui il Viminale, e la presidenza del Senato

La Lega ha ben chiari i suoi obiettivi: quattro ministeri di peso: Interno, Infrastrutture e Trasporti, Riforme (in chiave Autonomia) e Agricoltura, ma anche la presidenza del Senato cui ambisce Roberto Calderoli. Il leader della Lega Matteo Salvini ha riunito alla Camera il Consiglio federale che ratifica le richieste del partito per i ministeri del nascente governo di centrodestra. Nel confronto con i dirigenti leghisti durato circa due ore e mezza Salvini ha indicato anche le priorità che dovranno caratterizzare l’agenda del prossimo esecutivo: interventi contro il caro-bollette in primis, ma anche flat tax e quota 41, con buona pace del no arrivato dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi. Alla riunione negli uffici della Lega a Montecitorio hanno partecipato i governatori Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia), Luca Zaia (Veneto) e Attilio Fontana (Lombardia), i capigruppo alla Camera e al Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, i tre vice-segretari Giancarlo GiorgettiLorenzo Fontana e Andrea Crippa, oltre ai responsabili regionali. Unanime, come già avvenuto nella riunione con i nuovi parlamentari eletti della settimana scorsa, la richiesta per un bis di Salvini al ministero dell’Interno; i governatori del Nord spingono per l’istituzione di un dicastero per le Riforme che si occupi in particolare dell’Autonomia, la cui guida andrebbe a Roberto Calderoli qualora a palazzo Madama fosse scelto Ignazio La Russa.

Altri ministeri chiave per la Lega sarebbero poi quello all’Agricoltura, per il quale sarebbe in pole Gian Marco Centinaio che ha già ricoperto il ruolo nel governo gialloverde, e quello delle Infrastrutture e Trasporti per il quale si fa il nome di Edoardo Rixi. Di nomi, a parte quello di Salvini al Viminale, “non si è parlato”, assicurano i partecipanti, una versione confermata da Giancarlo Giorgetti che per il momento è dato alla presidenza della Camera: “Siamo pronti a un governo di centrodestra, finalmente scelto dagli italiani, un governo politico che lavorerà per 5 anni, senza beghe e senza litigi come a sinistra si augurerebbero” ha dichiarato Matteo Salvini in un video diffuso al termine del Consiglio; “Priorità assoluta” del prossimo esecutivo, per la Lega, è “bloccare l’aumento delle bollette di luce e gas”. Resta fuori dal confronto, invece, il tema della nuova corrente nordista lanciata Umberto Bossi. Il fondatore “è preoccupato per la Lega, perché soffre molto che ci sia una disaffezione soprattutto al Nord”, racconta ai cronisti Paolo Grimoldi, incaricato dal Senatur di dare una struttura al Comitato del Nord insieme all’eurodeputato Angelo Ciocca. Che forma prenderà la corrente lo vedremo nelle prossime settimane, di certo però l’iniziativa è degna di nota ed è la prima, da anni, che apre a una possibile contrapposizione interna.

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