I bianconeri sconfitti anche contro Maccabi nella notte di Champions
Per descrivere la debacle, l’ennesima sconfitta della Juventus, basta riportare le parole del presidente Andrea Agnelli a fine gara ai microfoni di SKY: “sono arrabbiatissimo e provo vergogna, dobbiamo chiedere scusa ai tifosi che si vergognano di farsi vedere in giro”.
Una Juventus senz’ anima, senza cuore, e con giocatori senza attributi, soccombe malamente contro la cenerentola della competizione, il Maaccabi Haifa, che torna alla vittoria nella competizione dalle grandi orecchie dopo vent’anni.
Il primo tempo è tutto israeliano con la Juventus che non riesce in nessun modo ad avvicinarsi alla porta avversaria.
Gia al 3’ il Maccabi Haifa va vicino al goal: cross di Cornud, Pierrot stacca di testa superando un imbarazzante Rugani, Szczesny salva.
Tre minuti più tardi stesso copione ma con finale diverso, con l’esterno israeliano che crossa e con Atzili che vince l’ennesimo duello aereo e porta in vantaggio il Maccabi.
12’ il pubblico di casa urla al goal, ma è il legno a salvare la Juventus con Chery che su punizione ha colpito la traversa. Che non sia periodo fortunato per la Juventus lo si capisce quando arriva l’infortunio muscolare di Di Maria che a metà tempo è costretto a lasciare il rettangolo verde.
La Juve sprofonda a tre minuti dal riposo: Cuadrado perde palla a centrocampo, permettendo la ripartenza del Maccabi con Atzili che raddoppia con un sinistro che sorprendel’estremo difensore bianconero.
Nella ripresa non c’è nemmeno un accenno, uno scatto di orgoglio degli uomini di di Allegri che impegnano il portiere “spettatore” Cohen con due miseri tiri sterili.
Nessuno si salva in questa gara, nessuno supera il 4 in pagella, nessuno di questi uomini meriterebbe di indossare la maglia della Juventus, che in questa notte è stata veramente maltrattata, ancor peggio delle gare giocate in campionato.
Allegri, che non si è dimesso come buona parte dei tifosi si aspettava, parla di ritiro immediato: “c’è solo da fare silenzio, è stata una prova non all’altezza soprattutto dal punto di vista caratteriale- dichiara il tecnico ai microdoni di Sky-. Torniamo a casa, dobbiamo lavorare ancora di più e stare zitti. Domani restiamo in ritiro alla Continassa fino al derby, è un atto dovuto alla società, ai tifosi e ai noi stessi. Non è una questione di scossa ma di compattezza, dobbiamo tornare a essere squadra. E quando gli chiedono se avesse mai pensato alle dimissioni lui risponde:” No. Quando una sfida diventa più difficile è ancora più bella. Bisogna uscirne con coraggio”.
Non la pensa cosi però il popolo bianconero che avrebbe preferito uno scossone partendo proprio dal cambio della guida tecnica.
Beppe Magrone
Foto Juventus
