Non c’è soltanto Berlusconi a minare la nascita del nuovo governo. Anche il leader della Lega, Matteo Salvini, ha qualcosa da dire. Incontrerà oggi la presidente Fdi e premier in pectore Giorgia Meloni “pronto a fare la voce grossa che a questo punto si rende necessaria per rilanciare la richiesta del Carroccio di guidare il Viminale nel prossimo governo”. Ma anche di “non rinunciare alla richiesta di esprimere il ministro delle Politiche Agricole”. Lo hanno riferito questa sera ad Askanews fonti autorevoli della Lega, indicando in questi due dicasteri le “richieste ancora in campo” da parte di via Bellerio. “Non accettabili” vengono infatti considerate da Salvini e dalla Lega le richieste che sarebbero arrivate oggi di rinunciare sia al ministero degli Interni che a quello dell’Agricoltura. Meloni però vuole un tecnico d’area che potrebbe essere il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini.
Ieri è circolato persino il nome di Daniela Santanchè, ipotizzata al ministero del Turismo, casella ora offerta a Centinaio. FdI vorrebbe un tecnico anche alla Salute, dove si è parlato di Guido Rasi ex direttore dell’Ema e direttore generale di Aifa; ai Beni Culturali, dove circola il nome dell’ex componente del Cda Rai, Gian Paolo Rossi; al Lavoro, si fa il nome di Elvira Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del Lavoro. Allo Sport e Politiche giovanili potrebbe andare invece l’ex consigliera regionale del Lazio Chiara Colosimo. Si è poi riaperto l’enigma Crosetto. Per il fondatore FdI Meloni voleva il ministero dello Sviluppo economico accorpato a quello della Transizione digitale, ma per evitare problemi sul Pnrr sembra debbano rimanere separati. La Transizione ecologica potrebbe andare invece a Gilberto Pichetto Fratin. Per Adolfo Urso (FdI) ieri si manteneva l’ipotesi Difesa, per Raffaele Fitto gli Affari europei e per Maurizio Lupi (Noi moderati) i rapporti con il Parlamento. Al ministero per il Sud resiste la scelta di Nello Musumeci da parte di FdI, inviso però a Forza Italia.
