Tensione sulle nomine, Renzi non va al Quirinale con Calenda
Ancora tensioni, dunque, in un altro giorno fondamentale per la formazione del nuovo governo e l’avvio della nuova legislatura. Come detto, oggi si eleggono vicepresidenti, questori e segretari d’Aula di Montecitorio e Palazzo Madama. Sul fronte delle opposizioni ci sono alcuni nomi che circolano da giorni. In casa Pd le candidate alle vicepresidenze sono infatti Anna Ascani a Montecitorio e Anna Rossomando a palazzo Madama. Per il M5S, invece, i candidati alle vicepresidenze potrebbero essere Mariolina Castellone a palazzo Madama e Sergio Costa o Alessandra Todde a Montecitorio. Come è noto, il Movimento guidato da Giuseppe Conte ieri ha eletto due nuovi capigruppo: Francesco Silvestri alla Camera e Barbara Floridia al Senato. Il Terzo polo sará guidato da Raffaella Paita al Senato e da Matteo Richetti alla Camera. Nella coalizione, però, proprio a proposito delle vicepresidenze qualche malumore c’è. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi ha ribadito oggi che il Terzo Polo non voterá sulle vicepresidenze, visto che è stato tagliato fuori dalle altre due oppozioni: “Ci sono 4 posti per 3 opposizioni: Pd, M5s e noi. Pd e M5s hanno fatto l’accordo per tagliarci fuori. Con la loro arroganza hanno scelto di tenerci fuori e noi resteremo fuori dall’Aula e porteremo il tema al presidente della Repubblica”. Ma le parole di renzi non allontanano i sospetti che qualcosa sembra essersi incrinato tra Italia Viva e Azione. Nella delegazione di Azione-Italia Viva al Quirinale per le consultazioni con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, infatti, non ci sarà il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, come invece ci si aspetterebbe. Dal Capo dello Stato, infatti, saliranno il segretario di Azione Carlo Calenda, i capigruppo a Camera e Senato dei due partiti, Matteo Richetti e Raffaella Paita, e la presidente di Iv Teresa Bellanova. Ieri mattina Calenda ha detto che Renzi “ha fatto un passo indietro” e ha motivato l’assenza al Colle con i “molti impegni internazionali” di Renzi. Inoltre, ufficialmente si continua anche a parlare della costruzione di gruppi unici e di una federazione entro novembre con l’obiettivo di correre con un partito unico alle Europee del 2024. Sembra, invece, che la partita per l’assegnazione degli incarichi istituzionali e dei ruoli di garanzia, ovvero Copasir e Vigilanza,  abbia creato qualche tensione. Italia Viva vorrebbe mettere in campo Maria Elena Boschi per la presidenza della Commissione di Vigilanza Rai o per la vice presidenza della Camera, dall’altro, nelle intenzioni di Azione, quel posto sembrava destinato a una delle ex ministre, Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, che hanno lasciato Forza Italia per il partito di Carlo Calenda. Intanto è scattata la corsa a gettare acqua sul fuoco. La capogruppo al Senato, Raffaella Paita di Iv, ha detto che “il clima tra Renzi e Calenda è molto buono”, “smentisco che ci siano contrasti tra i due che invece rimarranno insieme per molto tempo”. “Oggi ho letto di un presunto gelo tra Renzi e Calenda. Non c`è nessun caso: da tempo sapevamo che Renzi non sarebbe stato fisicamente presente alle consultazioni. Noi andremo al Quirinale col leader del Terzo Polo Carlo Calenda, con la presidente di Italia Viva Teresa Bellanova e con i due capigruppo. Questi sono giorni concitati ma non bisogna esasperare i toni”, ha dichiarato il neo presidente dei deputati di Azione-Italia Viva Matteo Richetti. “Vi do una notizia: Renzi e Calenda non stanno litigando. Abbiamo fatto la direzione, abbiamo fatto degli incontri prima del dell’elezione dei capigruppo e posso dire che sono stati abbastanza noiosi, non c’è stata nessuna contrapposizione”, ha affermato Mariastella Gelmini.
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