Come da attese, la Banca centrale europea ha annunciato il rialzo dei tassi di 75 punti base per i suoi tre tassi chiave, compiendo “progressi sostanziali nella riduzione dell’accomodamento della politica monetaria”. La presidente Christine Lagarde ha affermato che ci saranno “ulteriori aumenti dei tassi in futuro”, che il processo di normalizzazione della politica monetaria continua e che “a un certo punto dovremo individuare il tasso che ci consentirà di raggiungere l’obiettivo di medio termine del 2%”, senza dare indicazioni più definite in conferenza stampa. In questa fase economia è “probabile che l’attività dell’Eurozona sia rallentata in modo significativo nel terzo trimestre dell’anno”, ha spiegato Lagarde, aggiungendo che “sebbene gli indicatori a breve termine suggeriscano che nel terzo trimestre sono stati ancora creati posti di lavoro, l’indebolimento dell’economia potrebbe portare a un aumento della disoccupazione in futuro”; lo scenario lascia presagire “un ulteriore indebolimento nel resto di quest’anno e all’inizio del prossimo”. La Bce procederà dunque a “ridurre il sostegno alla domanda e a prevenire il rischio di un persistente spostamento verso l’alto delle aspettative di inflazione”. Saranno inoltre modificati i termini e le condizioni della terza serie di operazioni mirate di rifinanziamento a lungo termine (TLTRO III), perché l’aumento dell’inflazione rende necessario “ricalibrarlo per garantire che sia coerente con il più ampio processo di normalizzazione della politica monetaria”. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha commentato che il rialzo dei tassi era “ampiamente previsto” e che “probabilmente non sarà l’ultimo in questa fase”. Giorgetti ha aggiunto che “confidiamo nella saggezza della Bce nell’interpretare le cause della recente impennata dell’inflazione e nel tener conto del rallentamento in corso nell’economia europea”.
