Anche il Pd lombardo, che sabato mattina a Milano terrà la propria assemblea sulle regionali, non crede all’ipotesi Moratti: rimane “organica al centrodestra” dunque “parlare di suo coinvolgimento in un progetto alternativo a quel campo sia impossibile, o comunque molto improbabile” dice il capogruppo dem in Consiglio regionale, Fabio Pizzul. A sinistra, in realtà, si fa sempre più strada la candidatura dell’ex mister spending review Carlo Cottarelli, che non chiude all’eventualità: “Se arrivasse un’offerta ci penserei, ma ancora oggi non è venuto nessuno. Ovviamente ci deve essere un’alleanza sufficientemente ampia”, pone come condizione il neo senatore dem. Ad auspicare una “compagine larga con Pd, Italia Viva e Azione” è anche il sindaco di Milano, Beppe Sala. Lato centrodestra, il governatore Attilio Fontana tira dritto e conferma l’intenzione di correre per il bis: “La mia ricandidatura è nei fatti, non serve formalizzare” mentre Moratti “è evidente che stia guardando altrove”, ovvero a sinistra.
La partita della Lombardia resta comunque legata a quella del Lazio, dove per effetto delle dimissioni da governatore annunciate da Nicola Zingaretti si andrà ad elezioni anticipate, probabilmente a febbraio. Oggi in campo “ci sono Alessio D’Amato nel Lazio e Moratti-Cottarelli in Lombardia. L’accordo o si fa sulle due regioni oppure non si fa e ognuno va per conto suo”, avverte il leader di Azione, Carlo Calenda, che entro novembre completerà la federazione con Italia Viva. La verità che ancora nulla è stato deciso e che nelle prossime settimane Pd, Azione, Italia Viva e M5S dovranno trovare una sintesi e decidere se e come collaborare. L’impressione è che il M5S sceglierà di non allearsi con nessuno, il che potrebbe favorire il riavvicinamento tra Pd e Terzo Polo anche se la decisione della Moratti potrebbe far saltare un eventuale accordo.
