Macron fa la voce grossa: chi sa di essere in torto reagisce sempre istericamente.

Da quando Emmanuel Macron è insediato all’Eliseo, ogni alito di vento e ogni scusa o pretesto, è

l’occasione per alzare i toni contro l’Italia, convocare l’Ambasciatore nostrano; come avvenne per

esempio tre anni fa, dopo le parole del Ministro Luigi Di Maio che in verità si riferivano alla realtà

riguardo l’immigrazione, dovuta anche e sprattutto alla sfera di influenza che la Francia opera su

paesi africani, che sono la maggior parte delle provenienze dei disperati che si imbarcano sulle

carrette del mare.

La verità e il problema, non riguarda il nuovo Governo a guida Giorgia Meloni; ma piuttosto i

problemi che la stessa Francia ha creato e crea da anni (primo fra tutti l’immigrazione esplosa

ulteriormente dal 2011), e che sa benissimo esserne diretta responsabile.

 

Basterebbe guardare da dove arrivano buona parte dei migranti, che si partono dalle coste della

Libia (che anche quest’ultima ha il suo perché), ma la loro provenienza, guarda caso, sono persone

che in pochissimi casi fuggono da guerre e persecuzioni, mentre nella maggioranza, scappano da

una situazione economica che strangola i loro paesi, e sempre casualmente, sono proprio quelli

dove vige il conio delle valute in Franco CFA, paesi come:

  • Camerun
  • Ciad
  • Gabon
  • Guinea Equatoriale
  • Rep. Centrafricana
  • Rep. del Congo
  • Benin
  • Burkina Faso
  • Costa d’Avorio
  • Guinea-Bissau (dal 2 maggio 1997)
  • Mali (fino al 1962 e poi dal 1984)
  • Niger
  • Senegal
  • Togo

 

Giova poi ricordare che, l’esplosione in essere delle ondate di immigrazione irregolare, si sono

registrate in sensibile aumento, a partire dal 2011, in seguito alla guerra contro la Libia guidata da

Muammar Gheddafi, fortemente voluta dal allora Presidente francese Nicolas Sarkozy, non certo

perché spinto da motivi umanitari contro il dittatore libico; ma semplicemente per due interessi

principali: uno di tipo personale, l’altro di tipo nazionale: si è parlato a lungo di ingenti finanziamenti

ricevuti da Sarkozy proprio dallo stesso Gheddafi per le sue campagne elettorali; ma soprattutto,

perché questi voleva creare e coniare una nuova moneta panafricana, che avrebbe di fatto,

spodestato proprio la valuta controllata dalla Francia (appunto CFA), e che avrebbe di conseguenza

danneggiato fortemente gli interessi francesi. La morte poi del dittatore libico, eseguita in modo

 

tanto barbaro quanto immediato, ha garantito poi che non potesse parlare se portato davanti ad un

tribunale, che sarebbe stato un ulteriore problema. Anche se, in ogni caso, quel che poteva dire è

stato tenuto celato ben poco, perché è comunque venuto fuori lo stesso.

Veniamo ora alla vicenda di questi giorni, ovvero lo scontro che si è sviluppato fra il governo francese

e quello italiano.

Tutti noi ricordiamo molto bene, le parole di Emmanuel Macron, sempre in occasione di questioni

legate ai temi degli immigrati, che ebbe a definire gli italiani “vomitevoli”; una frase che nella

dialettica diplomatica era di una eleganza squisita, e che di certo non trovava paragoni storici,

nemmeno per Hitler si era mai arrivati a usare simili epiteti.

Frase che però, nessun italiano (almeno quelli che si sentono tali) hanno gradito e ben digerito, e

che per tutta risposta, ebbe il bando dalle tavole nostrane (anche dalla mia), di qualunque prodotto

francese; che a ben vedere è un sacrificio di poco conto, considerando che i nostri prodotti:

soprattutto vini, formaggi ecc. sono di gran lunga migliori; ma che ora, alla luce di questa posizione,

riprenderà con maggiore enfasi, sperando che si vada ben oltre i prodotti squisitamente

gastronomici, magari anche ben altri (avevo intenzione di comprare una Peugeot mi è passata la

voglia).

Ma tornando alla questione su menzionata, di sicuro Macron nutre ancora del rancore verso la

Meloni all’indomani di quelle gentili frasi del presidente francese verso il nostro paese, alle quali

replicò snocciolando le tante verità che di fatto dimostrano quanto poco lo meritiamo noi, e quanto

lo meritano invece i comportamenti del colonialismo francese che imperversa, stigmatizzando che:

“il vero problema non sono gli africani che vengono in Europa, ma è che certi europei dovrebbero

lasciare l’Africa”.

Che dire poi di quei gendarmi francesi che a Calais caricavano allegramente su pullman decine di

immigrati africani, che poi li cacciavano in malo modo in direzione di Ventimiglia rispedendoli in

Italia? Di questo si è mai interessata la UE condannando o censurando tale comportamento? No

hanno fatto solo spallucce e orecchie da mercante.

Ma la vera colpa del comportamento per quanto disdicevole nei nostri confronti da parte della

Francia, non è per certi versi colpa sua, ma piuttosto dell’esser stata male abituata, avendo noi una

classe politica in particolare di sinistra, sempre molto accondiscendente (per meglio dire da zerbino)

verso i cugini francesi; i nostri vari: Letta, Bonino, Gozzi e tanti altri, tutti con la loro medaglietta

della Legion d’oneur appuntata sul petto a farsi belli, e dove sperano sempre di vedersi garantito un

posto in cattedra o qualche lavoro ben remunerato a Parigi; e che da tutti vengono additati come

traditori, cosa che a mio avviso nel loro caso non calza, e questo lo affermo in quanto ricordando le

parole di un poeta e filosofo di sinistra (strano ma vero) Pier Paolo Pasolini, che diceva: “solo chi ti

ama veramente può tradirti!”, e questi personaggi, non mi risulta abbiano mai amato veramente il

nostro paese.

 

Andrea Franchi

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