Si terrà probabilmente lunedì 21 novembre, alle 17.30, il Consiglio dei Ministri per l’approvazione del disegno di legge di bilancio. L’iter parlamentare della manovra inizierà poi dalla Camera mentre il Senato sarà contestualmente impegnato con l’esame del decreto legge ‘aiuti quater’ che deve ancora essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Dal 1 gennaio 2023 il tetto per l’uso del contante salirà a 5 mila euro. La norma sará inserita nella legge di bilancio. E’ quanto si legge in una nota della Lega. E della manovra ha parlato il leader leghista, Matteo Salvini. “In manovra daremo i primi segnali, non è una manovra in cui si esauriscono gli impegni di campagna elettorale. Ci saranno i primi punti fermi: l’innalzamento della soglia per la flat tax, lo stop alla legge Fornero con l’avvio di quota 41, una rinnovata pace fiscale, una revisione dovuta e obbligatoria del reddito di cittadinanza”, ha detto il ministro delle Infrastrutture, aggiungendo che “è la prima di cinque manovre che dará il segno del cambiamento. In questi giorni in cui siamo al lavoro il segno del cambiamento su diversi fronti sicuramente c’è”.
La bozza del provvedimento sta prendendo forma. 30 miliardi da usare, in larga parte per il caro-bollette, piú 5-7 che si potranno aggiungere sotto forma di fondi europei dirottati verso l’emergenza energetica. Tra le misure in preparazione, scrive il Messaggero, ci sono anche la detassazione dei premi aziendali di risultato e l’allentamento della pressione fiscale sugli affitti commerciali, con il passaggio alla cedolare secca. Nel capitolo pensioni l’orientamento è per un intervento morbido: la nuova forma di flessibilitá in uscita permetterá di lasciare il lavoro a chi ha 41 anni di contributi con 62 di etá: quindi una Quota 103 che però – in vista di una riforma piú ampia – potrebbe preludere all’uscita con il solo requisito contributivo fissato a 41 anni e nessun vincolo anagrafico.
Intanto è atteso in Gazzetta ufficiale il testo del decreto Aiuti quater approvato la settimana scorsa dal governo. Potrebbe arrivare domani e non è escluso che al suo interno trovi posto una rivisitazione del delicato dossier dei crediti fiscali legati anche ai bonus edilizi. Ne hanno parlato ieri sia il viceministro dell’Economia Maurizio Leo che il titolare dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Si parla di una possibile compensazione tra i crediti stessi e i debiti fiscali raccolti dalle banche tramite i modelli di pagamento F24 (come proposto da Abi e Ance). Oppure di un allungamento dei tempi per la cessione dei crediti (da 4 a 10 anni). Non è chiaro se questo passaggio possa avvenire giá nella versione definitiva del provvedimento o invece durante l’iter di conversione parlamentare attraverso un emendamento. Se non direttamente in manovra. Lo stesso ministro dell’Economia Giorgetti, da Bali, ha ribadito l’insostenibilitá.
Sul tema superbonus c’è anche la richiesta di Confedilizia di prevedere una fase transitoria piú morbida: la scadenza al 25 novembre per poter fruire ancora della detrazione al 110 per cento (invece che al 90) rischia di creare problemi a molti proprietari. Confermata intanto dallo stesso ministro Leo l’ipotesi di uno specifico fondo per aiutare i potenziali beneficiari con reddito medio-basso, che con il nuovo assetto potrebbero essere poco propensi ad avviare i lavori. Per il mondo del lavoro dipendente le novitá dovrebbero venire da una piú generosa detassazione dei premi aziendali di risultato, legati alla contrattazione di secondo livello. Attualmente sono sottratte all’imposta ordinaria le somme fino alla soglia di 3 mila euro, con una tassazione al 10 per cento: questa scenderebbe al 5, mentre sulla quota eccedente si verserebbe il 15, quindi comunque meno dell’aliquota marginale Irpef. La flat tax incrementale (su qualsiasi incremento di reddito) sarebbe invece riservata ai lavoratori autonomi in alternativa al regime forfettario, il cui tetto passerá dagli attuali 65 mila a 85 mila euro. E come detto il governo ha aperto all’imposta sostitutiva (la cedolare secca) anche per le locazioni commerciali. Un regime che può avere l’effetto di risollevare la presenza dei negozi nei centri abitati ed infatti è visto con favore oltre che da Confedilizia anche da Confcommercio. Nel 2019 era stato sperimentato, solo per un anno, con un prelievo del 21%. In tema di infrastrutture sará riattivata la societá Stretto di Messina Spa (attualmente in liquidazione). Alle misure al di fuori del capitolo energia dovrebbero andare 8-10 miliardi. Gli altri 21 circa serviranno per misure piú strutturali di contrasto al caro-bollette.
