Con il calo delle preferenze per il PD, che negli ultimi sondaggi si è attestato al 16% dei consensi, facendosi sorpassare persino dal Movimento 5 Stelle, Laura Boldrini si veste da eroina: vuole rifondare il Partito Democratico e convincere i delusi a tornare all’ovile. «Non mi sono mai iscritta a un partito». Ma adesso ha deciso «di prendere parte alla fase costituente del Pd. L’ho fatto con convinzione, non si può stare alla finestra o delegare altri. Bisogna creare una alternativa forte». Si riferisce chiaramente all’opposizione che intende condurre contro il governo Meloni, la cui vittoria sarà ancora in fase di digestione per lei.
«Il Pd ha bisogno di nuove energie», ha detto in un’intervista al “Corriere della Sera”. «Deve coinvolgere chi sta lontano, chi è deluso, chi non apprezza oggi questo partito. Non li dobbiamo aspettare ma dobbiamo essere noi ad andarli a cercare. Adesso è il momento di creare il partito che vorremmo, insieme. Se invece prevale la logica delle correnti questo partito sarà destinato a un declino inesorabile».
Nessuna argomentazione sensata, ma il solito richiamo al fascismo che fa sempre comodo all’oratoria di sinistra. «Con l’estrema destra al governo bisogna creare un’alternativa forte, ispirata ai valori della sinistra. Il Pd deve avere un progetto di Paese chiaro e netto. Bisogna definirne l’identità, la cultura politica, il programma e il rapporto con la società, con tutte le problematiche che la compongono. Mi viene da dire “se non ora, quando?».
Quantomeno, concludendo, ammette anche gli errori commessi dal PD. «Mi riferisco a riforme che hanno indebolito i diritti di lavoratori e lavoratrici». Ma anche «alle politiche sui flussi migratori che hanno delegato alla famigerata guardia costiera libica il controllo delle partenze dei migranti».
