Macron nei guai con la giustizia: indagato per finanziamento illecito

Il presidente francese Emmanuel Macron si è ritrovato nel mirino della giustizia, secondo quanto diffuso dal quotidiano Le Parisien. Nessuna smentita è arrivata dall’Eliseo sulle indagini che vedono il suo inquilino coinvolto in un presunto finanziamento illecito. La Procura nazionale finanziaria di Parigi (Pnf) ha confermato di aver aperto due fascicoli giudiziari su particolari legami tra il presidente e la società di consulenza Usa, McKinsey. Le Parisien parla anche di «favoritismo» per l’attribuzione di alcune maxi commesse pubbliche alla società di consulenza Usa. La Procura nazionale finanziaria non cita direttamente il nome del presidente francese, ma conferma di aver aperto, il 20 e 21 ottobre, due inchieste giudiziarie, riguardanti rispettivamente «le condizioni di intervento di uffici di consulenza nelle campagne elettorali» pro Macron del 2017 e del 2022 e relativi sospetti di «favoritismo».

Intanto la presidenza ha annunciato di aver «preso atto della comunicazione della Pnf relativa all’apertura di due indagini a seguito di denunce presentate da funzionari eletti e associazioni», aggiungendo che adesso «spetta alla magistratura condurre queste indagini in totale indipendenza». Con le precedenti elezioni tante erano le critiche diffuse contro il presidente candidato di Ensemble! (ex En Marche), specificamente in merito ai contratti stipulati negli ultimi cinque anni tra lo Stato e le società di consulenza private. In quel periodo il Senato annunciò che le commesse pubbliche per questo tipo di consulenze erano «più che raddoppiate» tra il 2018 e il 2021, appunto gli anni dell’amministrazione a guida Macron, arrivando a raggiungere più di un miliardo di euro nel 2021. Il presidente francese dichiarò al contempo in una trasmissione: «Se ci sono prove di manipolazione, che si vada al penale. Si ha l’impressione che ci siano stati degli inciuci, è falso. Nessun contratto viene concluso nella Republique senza rispettare le regole sugli appalti pubblici».

McKinsey fu anche accusata dal Senato di non aver provveduto al pagamento, per anni, della tassa sulle aziende, e denunciò un responsabile del gruppo, Karim Tadjeddine, per falsa testimonianza sui rapporti col fisco. Gli inquirenti d’Oltralpe sono adesso chiamati a chiarire le condizioni di attribuzione delle commesse milionarie a McKinsey & Co. La procura parla di «tenuta non conforme dei conti della campagna elettorale» di Macron oltre che una «minorazione di elementi contabili in un bilancio di campagna elettorale». Il procuratore Bohnert ha affermato che la giustizia di Parigi ha già aperto un’inchiesta preliminare sul caso McKinsey il 31 marzo scorso e il 24 maggio le forze dell’ordine hanno perquisito la sede parigina della multinazionale Usa.

 

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