Autonomia, Calderoli si difende: non spacco il Paese. Salvini: si chiude entro quest’anno. Ma continuano gli attacchi

Il ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli, continua a negare che il disegno di legge sull’Autonomia spacca il Paese colpendo il Sud e sostiene di godere dell’appoggio degli alleati di governo. “Prevedevo un clima ostile, ma io ho le spalle larghe. E’ che sono stufo delle critiche superficiali. Non c’è nessuno qui che vuole spaccare in due il Paese”, dice il ministro in due interviste alla Stampa e al Corriere della sera. Nella maggioranza, aggiunge, non c’è alcuna divisione nella maggioranza sul suo disegno di legge: “sciocchezze. Sento la fiducia del centrodestra e vedo che Fratelli d’Italia è al mio fianco. Ho anche visto la dichiarazione di un ministro di peso come Francesco Lollobrigida che sostiene il mio ruolo, i miei tempi e il mio progetto”. In merito alle indiscrezioni secondo cui la premier, Giorgia Meloni, starebbe frenando la riforma per farla procedere in parallelo con quella del presidenzialismo, Calderoli ha precisa che “non mi risulta. Ho fatto una verifica a ogni livello e questi riscontri non li ho mai avuti”.

Ma il progetto di Calderoli non piace né alle opposizioni né agli altri partiti della maggioranza, sia Forza Italia sia Fratelli d’Italia. Molto duri gli attacchi che continuano ad arrivare dalle opposizioni. “La presidente del Consiglio Meloni farebbe bene in queste ore a consigliare al proprio ministro Calderoli di darsi una calmata. Capisco che sia nervoso quando gli viene ricordato che il suo progetto di autonomia non è altro che uno provvedimento spacca-Italia. Ma quando sindaci, esponenti politici, studiosi, giornalisti dicono apertamente questa veritá un ministro non può permettersi di fare sceneggiate isteriche”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, aggiungendo che Calderoli deve capire che “la maggioranza del nostro Paese rigetterá ogni tentativo di secessione dei ricchi”. “L’autonomia di Calderoli prima di iniziare a essere discussa rischia di finire in tribunale. Siamo alle comiche, se non ci fosse il rischio di una tragedia per il Paese. Stavolta Calderoli non è il celtico che spara proclami dal pratone di Pontida. È ministro della Repubblica e ha in mano le leve per completare la separazione economica del Paese cui la Lega ha sempre ambito. Calderoli è consapevole che quando si fará il conto sui livelli essenziali delle prestazioni per trasporto, sanitá, scuola, assistenza ai fragili e welfare in generale, verrá fuori un conto per lo Stato tra gli 80 e i 100 miliardi”, sottolinea alla Gazzetta del Mezzogiorno il senatore Pd ed ex ministro dell’Autonomia, Francesco Boccia, aggiungendo che “Calderoli racconta di un Sud inadeguato e gli va contestato che il nodo non è l’efficienza amministrativa, ma quello delle risorse a disposizione. Del resto il collasso della sanitá lombarda ha mostrato la falsificazione del racconto della Lega”.

Rassicurazioni arrivano da Fratelli d’Italia. “Sull’autonomia differenziata la migliore garanzia per il Sud si chiama Meloni”, spiega il vice capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Alfredo Antoniozzi, sottolineando che Meloni è “la sintesi dell’unitá nazionale al governo, e da lei partirá l’impulso per una grande stagione di riforme costituzionali. Le parole dette nel giorno dell’insediamento sono un punto fermo e riguardano il presidenzialismo, la maggiore autonomia a Regioni e Comuni ma la certezza di assegnare le risorse in base ai fabbisogni”. “Il nostro governo -sottolinea- sará protagonista di un corso di riforme adeguate alla necessitá di modernizzare la nazione tenendo conto delle sue particolaritá, per cui le polemiche dell’opposizione sono fuori luogo”.

“Nel 2023 si concluderà l’iter per il disegno di legge sull’Autonomia differenziata”, dice il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, durante la conferenza stampa dopo la visita al cantiere del tunnel per il collegamento stradale Passo San Giovanni-Cretaccio e la sede dell`A22. “Al lavoro c’è una persona assolutamente competente, seria, affidabile e credibile – dice Salvini, parlando della proposta di legge – e quindi è in buone mani. Il 2023 sarà l’anno per acoltare e stabilire i livelli essenziali di prestazione, perché nessuno venga lasciato indietro e penso che i vantaggi maggiori saranno per i cittadini del Centro e del Sud, perché i governatori di quelle regioni non avranno più alibi. Il 2023 sarà l’anno della modernità e dell’efficienza per le riforme. Penso che questo Governo riuscirà a fare in qualche mese quello che gli altri governi hanno provato a fare in diversi anni”. “Nel 2023 si chiuderà l’iter – aggiunge -. Io penso che la stragrande maggioranza delle regioni italiane dirà di sì”.

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