Migranti: 56,4% di arrivi di irregolari in più nel 2022. Tajani in Tunisia

“In merito al fenomeno dell’immigrazione irregolare via mare verso le coste italiane, il 2022 si è concluso con 105.290 arrivi, circa +56,4% rispetto al 2021, paragonabile alla somma degli arrivi del precedente triennio, 113mila circa”. Lo ha riferito il contrammiraglio della Guardia Costiera Giuseppe Aulicino, in audizione alla Camera alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Trasporti. “I flussi che hanno caratterizzato il 2022 – ha spiegato – si possono riassumere così: 1.401 migranti dall’Algeria, con una riduzione del 10% rispetto al 2021; quasi 32mila dalla Tunisia, con un aumento di oltre il 60%; 53.190 dalla Libia, con un aumento di oltre il 70%. Quando parliamo di Libia, è importante specificare che da questo territorio partono due diversi flussi: uno dalla Tripolitania, che ha visto arrivare in Italia oltre 33mila migranti, un numero invariato rispetto allo scorso anno; ma anche dalla Cirenaica, dove si è registrato un nuovo importantissimo flusso che ha visto far arrivare in Italia 20mila migranti. Dal Mediterraneo orientale abbiamo un ulteriore flusso che riguarda Turchia, Egitto, Libano e Siria, che ha portato in Italia 17mila migranti”, ha dichiarato Aulicino. Che ha poi evidenziato che “le Ong sono unità che possono prestare soccorso, pertanto sono utili, così come i mercantili e i supply vessel” e “sono unicamente attive sulla direttrice che unisce la Tripolitania con l’isola di Lampedusa: nel 2022 hanno soccorso oltre 11mila migranti, pari al 34% dei migranti giunti in Italia attraverso il flusso della Tripolitania” da dove “il flusso è costante, vengono utilizzate barche in legno costruite in Libia o gommoni più o meno attrezzati, con un numero di persone che arriva a volte a sfiorare o superare le 100 persone a bordo. Su questo flusso operano le ong”, ha sottolineato il contrammiraglio della Guardia Costiera.

Per quanto riguarda la cornice legislativa che tenta di dare confini precisi alla gestione dei flussi dei migranti, Aulicino ha dichiarato che “abbiamo un corpus di normative internazionali ben definite, quindi dal nostro punto di vista l’ultimo decreto del governo su migranti, con la stretta sull’ong, non cambia assolutamente nulla: le nostre attività sono improntate a quello che prevedono le norme e quello noi continueremo a fare”, ma “per quello che riguarda le unità che effettuano soccorsi, di qualsiasi genere, ci sono migliori possibilità e capacità per far fronte alle loro incombenze”. “Il decreto – ha spiegato iuseppe Aulicino – introduce degli aspetti nuovi: soprattutto le unità facenti capo alle ong hanno sempre lamentato i tempi con cui l’amministrazione italiana, ancorchè non ne avesse l’obbligo, concedeva porto di sbarco o POS (il posto ritenuto sicuro per lo sbarco dei migranti, ndr), anche tempi superiori ai 10 giorni. Con questo decreto il POS viene assegnato subito, quindi questo va sicuramente a incidere sulla vita di bordo, perchè i migranti sanno con certezza che verranno portati in un porto nazionale e soprattutto in tempi brevi, in tempi inferiori rispetto a quello che succedeva prima. Questo significa anche per le stesse navi ong avere meno problemi a bordo, di carattere sanitario e di sicurezza”. “Complessivamente riteniamo che il migrante rimarrà a bordo per tempi minori rispetto al passato”, ha concluso Aulicino.

Il tema dell’immigrazione è stato anche al cengtro della visita del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in Tunisia. “E’ stato un incontro molto positivo quello che abbiamo avuto con i nostri amici ministri dell’Interno e degli Esteri, ma soprattutto con il presidente della Repubblica, al quale abbiamo confermato i rapporti solidi di amici tra due Paesi vicini. Abbiamo confermato l’impegno dell’Italia a continuare a lavorare con la Tunisia per rinforzare i legami economici, per rinforzare gli investimenti italiani in Tunisia, per incrementare la presenza delle imprese in Tunisia, ma soprattutto si ciamo sati a lungo sulla grande questione dell’immigrazione”, ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri dopo gli incontri avuti a Tunisi assieme al ministro degli Interni Matteo Piantedosi con il presidente Kais Saied e gli omologhi locali. “Abbiamo convenuto che non si tratta soltanto di un problema di siscurezza, ma che per risolvere il problema bisogna intervenire alle radici”, ha aggiunto Tajani. “Quindi insieme all’azione per la sicurezza, che è certamente di grande importanza, vorremmo lavorare con azioni polittiche che servono a combattere la povertà, il terrorismo, il cambiamento climatico, le malattie”, ha insistito il ministro, facendo riferimento a “una strategia che possa rendere l’Italia protagonista e che possa risolvere il flagello dell’immigrazione, come l’ha chiamata il presidente tunisino”.

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