Senatore Menia: «Ritorniamo al buonsenso. Pericolo omogenitorialità»

Ha suscitato un terremoto politico il ddl sul concepito presentato da Roberto Menia, senatore di Fratelli d’Italia. Il testo propone una modifica (tagliente dal punto di vista contenutistico) dell’articolo 1, primo comma, del codice civile. Si tratta di dichiarare che ogni uomo ha la capacità giuridica in quanto uomo, cioè che la soggettività giuridica ha origine dal concepimento, non dalla nascita.

«Non è la prima volta che presento questo disegno di legge» spiega a Pro Vita & Famiglia il senatore. «Quindici anni fa, per la precisione nella XVI legislatura, il testo fu presentato a mia firma e a firma dell’onorevole Migliori. All’epoca, purtroppo, non fu data la stessa attenzione».

Forse la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha annullato la sentenza Roe vs Wade in qualche modo ha convinto il senatore dell’urgenza di ripresentare la stessa proposta: «La tesi – spiega Menia – è molto semplice ed è inutile continuare a nascondersi dietro ad un dito: un bambino è tale fin dal momento in cui viene concepito. Basterebbe un po’ di umanità per capirlo. Ho quindi ritenuto in coscienza di ripresentare le proposte del passato che con coerenza ho reputato più degne di merito e più attuali. C’è, grazie a Dio, una rinascita di buone iniziative su questi temi importanti: speriamo che segua un risveglio di coscienze».

Il testo, che Pro Vita & Famiglia ha avuto modo di visionare, recita in una sua parte introduttiva: «Nel campo dell’aborto, dove nella riflessione giuridica si accavallano e si combinano in vario modo concetti diversi («stato di necessità», «conflitto di diritti e di interessi», «tutela della vita», «autodeterminazione della donna», «servizio sociale»), è indispensabile individuare con chiarezza il significato giuridico dell’essere umano nella fase più giovane della sua esistenza. Lo esige la stessa legge 22 maggio 1978, n. 194, la cui affermazione iniziale («Lo Stato (…) tutela la vita umana fin dal suo inizio») deve meglio essere precisata».

Non sarà facile cambiare i costumi, soprattutto dopo anni di battaglie propagandistiche in senso opposto. Questa proposta di legge potrebbe però contribuire dando una scossa importante: «Deve cambiare la mentalità delle persone. Manca in Europa una coscienza valoriale, come diceva Benedetto XVI. Bisogna ripartire da qui» afferma il politico.

Da sottolineare come Menia faccia riferimento nel testo anche ai rischi che il transumanesimo potrebbe portare in un prossimo futuro. Si legge: «Soprattutto la vita umana prenatale è sottoposta a rischi di varia natura. Urge una completa disciplina dell’intervento manipolatore dell’uomo nell’ambito della genetica». Un punto attualissimo, come ci illustra sempre il senatore: «Questo mondo cambia e non rispetta l’umanità. Questo scientismo – avvisa – mi fa paura sotto vari aspetti. Ci viene sempre detto che dobbiamo rispettare la natura, le piante, tutto ma i bambini no… perché? La preoccupazione va all’omogenitorialità certo, ma questo è anche il mondo del transumanesimo». Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia è dunque necessario «salvaguardare l’essere umano dalla manipolazione genetica, impedire che ci sia la possibilità di arrivare alla razza eletta e all’ingegneria genetica senza controllo. Queste sono le volontà di quanto presentato».

La speranza è che il Ddl possa andare avanti, nonostante la tempesta. Buonsenso, pro life, e le piccole creature concepite, senza dubbio ringrazierebbero.

Gloria Callarelli (Pro Vita & Famiglia)

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