L’Italia si prepara a una triplice, difficile trattativa in Europa che verterà sul Piano industriale presentato da Ursula von der Leyen. In un documento inviato alla Commissione e ai Paesi membri in vista del Consiglio europeo del 9 e 10 febbraio di fatto pone condizioni ben precise alla maggiore flessibilità agli aiuti di Stato, un’apertura che, per l’Italia, rischia di essere un regalo a Germania e Francia. Nel breve periodo Roma non chiederà nuovi prestiti e valuta sufficienti i finanziamenti già previsti dal Recovery Fund ma anche dal RePowerEu, divenuto una gamba del nuovo Green Deal Industrial Plan europeo. Dall’altra parte, all’Ue viene chiesto di allargare i margini di manovra sui fondi del Pnrr. La trattativa va di pari passo con il decreto sul piano su cui il Governo sta lavorando. La tempistica resta ancora incerta ma, dalle prime bozze del nuovo decreto, emerge come l’esecutivo punti a un’accelerazione della messa a punto dei progetti con misure urgenti per semplificare gli interventi di edilizia scolastica e un ulteriore taglio agli obblighi sulla valutazione d’impatto ambientale che può saltare in casi eccezionali, a discrezione dell’esecutivo, e, per assicurare il rispetto del cronoprogramma, viene previsto che i Comuni inadempienti siano commissariati per attuare i progetti in maniera più rapida.
L’implementazione delle misure, del resto, è uno dei punti chiave contenuti nelle linee guida alle modifiche del Pnrr attraverso il RePower che la Commissione ha diffuso assieme alla comunicazione sul pacchetto per rispondere alla legge sull’inflazione americana. I 27 hanno tempo fino al 30 aprile per presentare i loro piani modificati con l’aggiunta del capitolo RePower. La priorità, per Bruxelles, resta l’attuazione delle misure concordate ma le linee guida potrebbero aprire una porta alla flessibilità richiesta da Roma. Al Consiglio europeo, di tutto questo Giorgia Meloni parlerà certamente. Nella posizione messa per iscritto nel non paper inviata martedì in tarda serata il Governo lancia l’allarme sulla “frammentazione del mercato unico” che potrebbe creare la nuova modifica al regime degli aiuti di Stato. Il rischio, viene sottolineato, “è innescare una corsa alle sovvenzioni” svantaggiando chi ha minore spazio fiscale. Pnrr e piano industriale europeo sono stati al centro della missione del Ministro per gli Affari Ue Raffaele Fitto a Bruxelles; nel bilaterale con la presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola egli ha ribadito la “volontà del Governo Meloni di collaborare per trovare soluzioni e risposte comuni alle difficili sfide”.
