I cambi di rotta dell’ex ministro degli Esteri Luigi Di Maio sono ormai noti, ma che arrivasse addirittura ad applaudire Giorgia Meloni era davvero inaspettato. Rimasto tagliato fuori dal Parlamento dopo il flop delle ultime elezioni e poi dimessosi da Impegno Civico, il suo partito ancora in erba, è tornato a parlare della situazione politica e della sua carriera dopo momenti di silenzio.
Collegato da Washington durante il Sustainability Forum di Fortune Italia, ha affermato: “Io sono in questa fase pronto a novità e sfide. Vedremo quali accoglierò, ma c’è tanta vita dopo. Questo deve incoraggiare tutti a non essere legati a una esperienza, alla loro comfort zone”. I suoi apprezzamenti al governo capitanato da Giorgia Meloni hanno lasciato tutti senza fiato: “Credo che il lavoro che sta facendo sia molto importante per l’indipendenza energetica”, ha detto l’ex ministro.
“L’Italia non è messa male anche per una serie di infrastrutture che abbiamo la transizione ha bisogno però dei suoi tempi. È chiaro che gli obiettivi dopo la guerra ucraina hanno subito cambiamenti e semplificazioni”.
In merito al tetto al prezzo del gas Di Maio si dice fiducioso: “Ora siamo in grado come paese di negoziare con l’Ue per abbassarlo. La battaglia per il tetto è stata una prima vittoria”.
Alla domanda su quale sia il suo giudizio complessivo sull’operato dell’esecutivo a bandiera Fratelli d’Italia, l’ex pentastellato risponde: “Sono sicuro che le mie valutazioni interessino poco le persone, ma da cittadino e da ex ministro degli Esteri, sia con la legge di Bilancio che con la firma del sesto decreto Ucraina le mie preoccupazioni che non fosse atlantista ed europeista sono state smentite. Il decreto è un segnale, io ne ho firmati 5 e ne sono orgoglioso. Abbiamo dimostrato unità come Alleanza e a cavallo di due governi”.
Non manca nel manifestare anche qualche perplessità sul suo vecchio cavallo di battaglia, il Reddito di Cittadinanza, dopo le modifiche normative apportate dal governo Meloni: “Risolvere il problema dell’occupabilità dei percettori di reddito è difficile”.
