Le opposizioni hanno puntato Andrea Delmastro: le sue dimissioni da sottosegretario alla Giustizia, o quanto meno la revoca delle deleghe al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, sono l’obiettivo di una mozione unitaria che, comunque, solo dopo le regionali potrebbe essere discussa in Parlamento. L’appuntamento rischia di creare qualche imbarazzo nel centrodestra, vista la freddezza con cui finora Lega e Forza Italia si sono espressi sul comportamento dell’esponente di FdI, anche se Silvio Berlusconinega “inesistenti divisioni” e Matteo Salvini assicura che “la maggioranza è compatta con Giorgia Meloni” e “non si tocca” il 41 bis “sotto ricatto o sotto violenza”. “C’è una spaccatura fortissima nella maggioranza, perché FdI ha un atteggiamento bullesco, di quelli che arrivano e dicono ora comandiamo noi. Evito di parlare di fascismo. Ma nel loro caso è così”, torna alla carica il leader di Azione, Carlo Calenda, dopo aver dato della “nazionalista semifascista” alla premier e aver appoggiato l’idea di una mozione di censura, non solo nei confronti di Delmastro ma anche per Giovanni Donzelli, che dal collega di partito ha ricevuto le informazioni sul caso Cospito su cui è stato basato l’attacco contro i dem a Montecitorio.
Per ora ci sono due mozioni presentate alla Camera, una del Pd-Avs e una del M5S, ma gruppi di opposizione lavorano a un testo unitario, che poi la Conferenza dei Capigruppo dovrebbe calendarizzare alla ripresa dei lavori dopo la sospensione per le Regionali e, probabilmente, dopo la nuova informativa del ministro Carlo Nordio del 15 febbraio alla Camera. A differenza dei Ministri, i sottosegretari non possono essere sfiduciati direttamente: sono nominati con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del premier sentito il Cdm, e così la revoca deve passare in Cdm e poi essere decretata dal Capo dello Stato. Finora Giorgia Meloni ha difeso Delmastro e Donzelli, e nella maggioranza sembra chiara l’intenzione di mantenere toni bassi su questa vicenda nel rush finale verso le Regionali. Il centrosinistra, invece, prepara l’offensiva: vari esponenti, come Angelo Bonelli (Avs) e Riccardo Magi (+Europa), hanno fatto richiesta al ministero della Giustizia di accesso agli atti per avere i documenti relativi alle informazioni sui dialoghi in carcere fra Alfredo Cospito e alcuni boss (come lui al 41 bis) che Delmastro ha passato a Donzelli. Insomma siamo all’inizio di una discussione che sembra orami destinata a proseguire e che potrebbe diventare una vera spina nel fianco della maggioranza.
