Sinistra lascia al Lazio 2 miliardi di debiti nella sanità, spetta a Rocca ripartire

“La sinistra ha lasciato un buco da due miliardi, un’eredità pesante. Con il buongoverno di centrodestra si cambierà rotta anche nella Regione Lazio”. A denunciare il disastro lasciato dal precedente governo di Nicola Zingaretti è il partito di Fratelli d’Italia in un post sui social, partito che è risultato vincente nelle ultime elezioni con il nome del candidato di centrodestra. Secondo quanto racconta il Giornale, “i disavanzi delle aziende sanitarie locali fanno emergere un ammanco che si aggirerebbe almeno attorno ai 2 miliardi di euro, oltre ai 90,7 milioni già certificati. In pratica le 18 aziende, tra Asl territoriali con nosocomi al seguito, le aziende ospedaliere e le aziende universitarie, viaggiano in questo ultimo anno finanziario (il 2021) con un debito prodotto per ciascuna tra i 32 e i 52 milioni di euro circa”.

Il neoeletto presidente Rocca adesso dovrà sobbarcarsi il problema e fare il possibile per rimettere in piedi il comparto sanitario, anche dal punto di vista assunzionale, cercando di annichilire il problema delle liste d’attesa. Inoltre, come spiega sempre il Giornale, “il Lazio paga un’addizionale regionale Irpef pari al 3,33%: la più salata d’Italia e conteggiabile in circa 650 euro a contribuente. In pratica il tetto massimo che Nicola Zingaretti non si è azzardato a diminuire malgrado avesse dichiarato di vantare i conti in ordine. Quindi con un gettito così attestato e costante, l’unica strada sarà quella di attivare nuovi prestiti. Soldi che faranno il paio con gli ultimi 2,5 miliardi già in capo a Cdp”.

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