Ieri, per la prima volta si è riunito il tavolo sulla crisi idrica; a presiederlo c’era la Premier Giorgia Meloni assieme ai ministri Matteo Salvini (Infrastrutture), Francesco Lollobrigida (Agricoltura), Raffaele Fitto (Affari europei), Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente), Roberto Calderoli (Affari regionali), Nello Musumeci (Protezione civile), Vannia Gava (viceministra all’Ambiente) e ai sottosegretari Alfredo Mantovano e Alessandro Morelli. Per individuare le priorità d’intervento e la loro programmazione, anche utilizzando nuove tecnologie, il Governo sarà in contatto continuo con Regioni ed Enti locali e lavorerà a un provvedimento normativo urgente. Il decreto servirà soprattutto a efficientare gli acquedotti per ridurne la dispersione idrica che arriva quasi al 50% e a semplificare le norme per realizzare di invasi e bacini.
In Piemonte, il governatore Alberto Cirio ha stanziato 55 milioni di euro per aiutare le aziende agricole a realizzare piccoli invasi. Il governatore della Lombardia Attilio Fontana il 3 marzo presiederà un Tavolo regionale per individuare le priorità da condividere con la cabina di regia nazionale. Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti si dice “pronto a dare un contributo significativo”, con “l’assunzione di responsabilità dirette e in pieno coordinamento”. Già oggi si aprirà la consultazione pubblica sullo schema di decreto ministeriale sul riutilizzo irriguo delle acque reflue depurate. Il tavolo ha deciso che darà vita a una vera e propria cabina di regia interministeriale che avrà il compito di elaborare un Piano Idrico Nazionale d’intesa con i territori oltre a costruire una campagna di sensibilizzazione e nominare un Commissario.
