Materie prime, energia rinnovabile, difesa: l’Italia guarda all’India per sostituire la Russia

L’Italia guarda all’India. E la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Nuova Delhi rafforza l’asse con il premier Narendra Modi, rilanciando una cooperazione più stretta tra i due Paesi. Al termine dell’incontro tra i due leader è stata annunciata una nuova cooperazione sul campo della difesa. Ma non solo, perché la partnership tra Italia e India riguarda diversi temi.

La vicinanza tra Roma e Nuova Delhi viene rilanciata in occasione del 75esimo anniversario, che si celebrerà quest’anno, delle relazioni bilaterali tra i due Paesi, come ha ricordato Modi. E lo stesso premier indiano chiarisce che ora l’obiettivo è rafforzare questa partnership economica.

I temi da affrontare sono diversi: dopo l’aumento dell’acquisto delle materie prime dall’India, l’Italia punta anche sulle rinnovabili, sull’idrogeno e sul settore dello spazio. Già nel 2022 l’interscambio commerciale tra Italia e India è aumentato a 14,9 miliardi di euro, con un surplus per l’India di 5,2 miliardi. Cosa è cambiato e cosa cambierà nei rapporti tra i due Paesi dal punto di vista economico?

Nel 2022 lo scambio commerciale è stato incentivato soprattutto sul fronte delle materie prime. Di fatto l’Italia ha puntato sul ruolo crescente dell’India come fornitore di materie prime, andando così a cercare di sostituire Russia e Ucraina, soprattutto per i metalli. E Roma, spiegano fonti della delegazione governativa italiana al Sole 24 Ore, vuole incentivare ancor di più quest’asse sulle materie prime, considerando le incognite della durata del conflitto avviato oltre un anno fa con l’invasione russa dell’Ucraina.

Un altro dei principali capitoli di questa rilanciata cooperazione è quello della transizione energetica. Nel 2021 è stata siglata una partnership strategica tra Roma e Nuova Delhi e ora si vuole proseguire su questa strada. L’India, entro il 2030, vuole arrivare a produrre 500 gigawatt dalle rinnovabili. Un’occasione di grande interesse per le aziende italiane come Enel Green Power e Snam. E poi c’è un grande investimento possibile sul fronte dell’energia solare, che l’India vuole sviluppare sempre più.

Il primo obiettivo del bilaterale, stando a quanto riportato dai media indiani, riguardava un accordo sulla difesa. Un settore che all’Italia interessa molto, basti pensare ad aziende come Leonardo, che punta a entrare nei programmi dell’aeronautica e in quelli dell’elicotteristica militare e civile. Ma a sperare sono anche altre aziende italiane, che potrebbero trarre vantaggi da un accordo con l’India, come Fincantieri ed Elettronica.

L’incontro tra Meloni e Modi ha anche l’obiettivo di fissare un’altra serie di accordi, come quello su mobilità e migrazione, con lo scopo di rafforzare i canali d’ingresso regolari in Italia e i rimpatri. Ancora, si parla di un accordo di cooperazione tra le forze di polizia e sull’assistenza giudiziaria.

Poi si punta molto a un’intesa sulla cooperazione scientifica e tecnologica, guardando in particolare ai settori della ricerca, dell’intelligenza artificiale e della robotica. Infine, l’Italia ha annunciato anche la sua adesione – con un ruolo non secondario – nell’Indo-Pacific Ocean Initiative lanciata proprio da Modi.

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