PD, Bonaccini incontra Schlein e vola verso la presidenza

Si sblocca, con la telefonata fra la neosegretaria Elly Schlein e Stefano Bonaccini, lo stallo sui nuovi assetti del Pd, un segnale atteso dall’area che si raccoglie attorno al presidente dell’E-R, ma anche dalla maggioranza del partito, in vista dell’assemblea nazionale di domenica chiamata a eleggere il presidente del partito. Il punto di caduta dovrebbe essere quello che vede il presidente dell’E-R insediarsi domenica come presidente dell’assemblea dem e, quindi, del partito. “Ho sentito Bonaccini. Ci vedremo domani. Quello che è certo è la volontà di lavorare insieme”, dice la segretaria ospite da Lilli Gruber, “Ci sarà un ruolo per lui e auspico”, aggiunge, “che sia un ruolo politico di primo piano. Gli ho fatto una proposta di massima condivisione e nell’interesse del partito”. Dopo questo passaggio sarà il turno dei capigruppo. Su questo tema, tuttavia, non c’è ancora stato confronto, nemmeno all’interno degli stessi gruppi dove matura la scelta del presidente. Il nome in pole al Senato rimane quello di Francesco Boccia, alla Camera Schlein potrebbe scegliere di lasciare la capogruppo alla minoranza interna e si faceva il nome di Debora Serracchiani, ma nelle ultime ore, complice anche l’intervento in Aula durante l’informativa del ministro Piantedosi sui migranti, prende piede l’ipotesi di Peppe Provenzano. “Sui capigruppo ancora non ci siamo confrontati nemmeno coi gruppi. Si è aperta una fase nuova, quindi è prevista una certa discontinuità”, sottolinea Schlein.

E quello dei migranti è uno dei temi sui quali il Pd intende dare battaglia in Parlamento. E se Schlein intende “restituire al Pd un’identità chiara” questa passa anche per lo stop alla fornitura di motovedette alla Libia: “Abbiamo appena svolto un congresso per far emergere una linea politica chiara. Voglio un Pd che non finanzi più la Guardia Costiera libica”. Intanto, però, occorre archiviare il congresso: l’assemblea di domenica ne è l’ultimo adempimento e sulla possibilità che sia Bonaccini a ricoprire il ruolo di presidente si è espresso Pierluigi Bersani, pronto a riprendere la tessera del Pd “se questo cambiamento continuerà”. Da emiliano doc, Bersani non vedrebbe affatto male un partito a forte trazione bolognese: “Posso solo considerare che se Bonaccini fa il presidente, con Schlein segretaria avremmo due bolognesi al vertice, che dal punto di vista campanilistico è molto importante”; la sua tessera che si andrebbe ad aggiungere alle migliaia sottoscritte negli ultimi giorni: sono 7.500 le nuove iscrizioni al Partito Democratico dalla riapertura del tesseramento voluta dalla segretaria lunedì 6 marzo, un dato davanti al quale Bonaccini osserva: “Dobbiamo evitare un’emorragia silenziosa di chi rischia di non sentirsi a casa”, frase che provoca un moto di polemiche.

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