Ladre rom, Capezzone: fanno i figli per mandarli a rubare, che madri sono?

Durante l’ultima puntata di Quarta Repubblica si è trattato il tema delle borseggiatrici rom, un problema ormai sempre più diffuso soprattutto nelle metro e sui mezzi pubblici delle grandi città. Daniele Capezzone ha risposto per le rime alla senatrice dem Simona Malpezzi, anche lei in studio a rivendicare i diritti delle detenute madri. Capezzone non riscontra alcuna credibilità nel piagnisteo della parlamentare e della sinistra in generale, sostenendo che quest’ultima abbia perso i contatti con la realtà e non si interessi della gente piuttosto terrorizzata del fenomeno dei furti sempre più frequenti. Parliamo degli stessi italiani “che le pagano lo stipendio”, ha incalzato Capezzone.

Capezzone ha evidenziato come molti rom non vengano in Italia con l’intenzione di integrarsi, e ha citato Tiziana Maiolo che  dal 2001 al 2006 è stata assessore al Comune di Milano: quest’ultima ha cercato di integrare i bambini rom scolarizzandoli, ma invano. Anche a Roma Veltroni sindaco mandava i pullmini nei campi nomadi per portare i bimbi rom a scuola, ma tutti si rifiutavano di salirci.

Quindi poi chiede con tono greve: “Mettere al mondo un figlio e prima ancora che lo metti al mondo già lo usi come scudo legale e poi lo metti a fare accattonaggio al semaforo e poi lo mandi a rubare, ma che ca**o di madre sei? A me questa cosa fa schifo e non è che siccome la popolazione rom è stata perseguitata dai nazisti 70 anni fa ho paura di dirlo o fingo di non vedere la realtà”. La maggioranza di governo – ha quindi concluso – non deve dare retta alla sinistra ma al suo elettorato. Un elettorato che chiede protezione e nessuna indulgenza per chi delinque.

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