IL D-DAY

E’ il grande giorno.
Atteso e che forse in molti (o quasi tutti per meglio dire) avrebbero voluto evitare, ma è tempo di derby.

Un derby importante quello di Milano, che in questa settimana, esattamente come venti e diciotto anni fa, conterà ancor di più, perché sarà ancora euroderby, per la terza volta. Un dato che già parla chiaro ed indica l’importanza e la grandezza di questa stracittadina meneghina.

Milan e Inter, due squadre con moduli certamente non simili, bilanci assai differenti e progetti ancor di più, che sono arrivate in semifinale con percorsi naturalmente diversi: il Milan con un girone da Champions e poi due turni ad eliminazione tosti ma non impossibili; l’Inter invece con un girone di ferro e poi praticamente la coppa di Portogallo, tra Porto e Benfica, controbilanciando la poca fortuna dei gironi.

Due squadre quasi agli antipodi, ma con rose dal valore simile: l’Inter più forte dalla cintola in su, il Milan dalla cintola in giù, con diversi duelli chiave già ben evidenti. Nerazzurri più esperti e sornioni, rossoneri più giovani e spensierati.

Sarà Maignan contro Onana, Theo contro Dumfries (un duello molto rusticano e senza esclusioni di colpi) ed ancora Barella contro Tonali, ovvero il meglio della mediana azzurra e della Serie A, finendo al duello tra Lautaro e Giroud, un revival della finale mondiale appena disputata in Qatar.

I derby di inizio anno sono stati favorevoli all’Inter, ma quello era un Milan in un vortice assai negativo, ora la situazione è ben diversa, come hanno detto i confronti con Tottenham, Napoli, Atalanta e Lazio. Quando si tratta di giocare contro le big, i rossoneri ci sono. L’Inter invece nonostante le 11 sconfitte in campionato, arriva al derby in condizione psico-fisiche eccellenti, come dimostrano le vittorie delle ultime settimane.
Si giocherà sui dettagli, sulla tensione e sul fattore mentale, con l’incognita Leao che arriverà quasi a ridosso del match, ma il Milan nel caso di forfait dell’asso lusitano, ha già fatto vedere svariate volte di saper gestire le emergenze.

E poi ci sarà il clima della Champions che si mischierà con quello del derby, dando vita ad un’atmosfera unica e sublime: le code ai tornelli, con il tintinnio delle tessere e dei biglietti ad ogni strisciata, le scale che si intasano durante il tramonto, gli spalti che si riempiono fino al sold out, le coreografie, l’inno della Champions, ed il boato di San Siro che in serate come questa, diventano un vero e proprio ruggito di rara portata e bellezza.

Il resto, lo faranno i ventidue in campo e sarà il consueto spettacolo. Godiamocelo perché essere qui è un privilegio che entrambe si sono conquistate con merito e tenacia.

Buon Derby a tutti!

– Francesco Musicco

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