Intesa Meloni-Scholz, il patto rinforzerà l’asse fra Roma e Berlino (e Parigi)

Italia e Germania sono pronte a stringere un piano d’azione. Atteso a metà dell’anno scorso, arriverà entro la fine del 2023 la firma del patto che rinforzerà l’asse fra Roma e Berlino, rinsaldando anche la triangolazione con la Francia, già legata da accordi di cooperazione rafforzata agli altri due Paesi della locomotiva europea. L’annuncio l’hanno dato Giorgia Meloni e Olaf Scholz dopo l’incontro a Palazzo Chigi, in cui è stato confermato il perfetto allineamento sull’Ucraina ed è stato evidenziato l’interesse comune al piano di hub energetico su cui lavora l’esecutivo italiano; restano distanze sul nuovo Patto di stabilità (la premier spinge sulla flessibilità, il cancelliere tedesco non ne ha fatto proprio cenno nelle dichiarazioni congiunte) e in parte anche sul dossier migranti: Scholz ha sottolineato l’importanza di soluzioni a livello europeo, ma evidenziando che il suo Paese ha accolto “un milione di ucraini e 240 mila altri rifugiati”. Soprattutto sui temi su cui ci sono punti di vista diversi, sarà utile il Piano d’azione, che prevede fra l’altro consultazioni regolari su dossier strategici in cinque campi: crescita, competitività e occupazione; politica estera e di sicurezza; agenda verde e protezione climatica; Europa e stato di diritto; cultura e società civile. “L’Italia è per noi è un partner importante e un amico affidabile” dice Scholz, che parlando alla stampa a Palazzo Chigi esordisce con una dichiarazione di solidarietà all’Emilia Romagna colpita dall’alluvione.

Solida è l’intesa sul sostegno dell’Ucraina e deciso è anche l’impegno a portare avanti il progetto SoutH2 corridor, che collegherà in futuro i flussi di idrogeno verde di Italia, Germania e Austria. C’è poi l’accordo Ita-Lufthansa, una “testimonianza di quanto gli interessi nazionali” di Roma e Berlino “possano essere convergenti anche sul piano strategico”, nota Meloni dopo il bilaterale. Sui migranti la Germania è preoccupata soprattutto della gestione dei ricollocamenti: “Non aiuta puntare il dito gli uni contro gli altri, dobbiamo cooperare”, dice Scholz sottolineando la necessità di “corridoi legali per il personale qualificato” e rimpatri per chi non ha diritto a restare. “Il tema dei movimenti secondari si risolve unicamente gestendo i movimenti primari”, è la ricetta su cui insiste Meloni, che chiede “attenzione alle rivendicazioni dei Paesi maggiormente sotto pressione”. La necessità di rafforzare l’Ue spingendo per il voto a maggioranza e la difesa comune, e quella di stimolare la crescita controllando il rientro dal debito senza tornare all’austerità, sono stati poi fra i temi del faccia a faccia fra Sergio Mattarella e Scholz. Nel frattempo, la Meloni ha ricevuto Shavkat Mirziyoyev, primo presidente uzbeko in visita ufficiale in Italia dal 2000: un appuntamento storico, in cui i due Paesi hanno rilanciato le relazioni al livello di partenariato strategico.

 

 

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